LA MALA EDUCACIÓN
La buona notizia è che il film è decisamente brutto: confuso, cerebrale e del tutto privo del lirismo dei precedenti film di Almodóvar. Tanto pasticciato che non solo si capisce poco di un film che sembra una matrioska infinita, ma anche la tanto pubblicizzata invettiva contro i preti (cattolici e, manco a dirlo, tutti pedofili) perde ben presto mordente. Due giovani omosessuali si ritrovano a ricordare le violenze subite al collegio ma anche le prime palpatine, rigorosamente “omo”. Si deciderà di fare un film sulla vicenda autobiografica che possa svelare i segreti più nascosti. Scambi di persona, scambi di sesso, preti che non sono più preti, ma che in ricordo della cara vecchia tonaca continuano ad andare con i ragazzini, il tutto mescolato ad una vicenda gialla decisamente artificiosa e condito da vezzi autoriali (il cinema nel cinema) con cui Almodóvar vorrebbe passare per Fellini. Un film che riesce a far retorica del morboso e dell’omosessualità per nascondere una sostanziale viltà di fondo: se scandalo deve essere, che scandalo sia. Fino in fondo. Con poche parole e tanti, duri, fatti.
Di P. Almodóvar, con G. G. Bernal, F. Martinez
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