HERO
Kolossal intimista di enorme impatto visivo, diretto da uno dei registi più celebrati d’Oriente (lo Zhang Yimou di Lanterne rosse), “Hero” è una bella sorpresa d’inizio stagione.
Eroe è chi conosce dove è il bene e sa sacrificarsi nel nome di un ideale concreto, di un popolo: è questa l’intuizione realista di un film che sa coniugare lo spettacolo delle arti marziali con rilievi filosofici e una delicata psicologia dei personaggi. Tre uomini in lotta con un imperatore. Le loro storie sono raccontate attraverso altrettanti flash back. Un unico obiettivo: il bene di un popolo per cui vale la pena sacrificare la propria vita. Senza rimpianti. “Hero” è un film spettacolare e religioso, in cui l’uomo sa riconoscere il bene dal male e agisce in armonia con una natura che raramente al cinema è stata rappresentata così bella. Uomini in lotta nel dramma della vita, certi di un bene più grande e di una giustizia più sicura del proprio interesse personale. Uomini convinti che tutta la realtà, guerra compresa, abbia un ordine e un senso. Uomini in lotta per la pace. Il che comporta sacrificio e responsabilità, non semplice disimpegno. Uomini che sembrano eroi ma che preferiamo chiamare martiri.
Di Z. Yimou, con J. Li, T. Leung
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