Cervelletti rossi

Di Fabio Cavallari
14 Ottobre 2004
Chi vive in provincia come me è sempre tentato dalla voglia di fuggire.

Chi vive in provincia come me è sempre tentato dalla voglia di fuggire. Per fare cultura bisogna spostarsi. Così a pochi giorni dall’uscita del mio primo libro decido, con il mio coautore, di recarmi a Milano per organizzare qualche presentazione. L’incontro è con due redattori di una rivista letteraria. Loro “propagano la vera cultura di sinistra”. La donna ci fa sapere che ha fatto il ‘68 e lo rifarebbe! Mi chiedo se vive di nostalgia oppure se è stata travolta dal riflusso, ma desisto dal fare domande. è sotto contratto con Feltrinelli per 20 anni, la traducono in arabo! Ci portano in un ristorante, anzi lo chiamano osteria perché fa molto proletario. In effetti, il posto fa abbastanza schifo in compenso un filetto di manzo delle dimensioni di una polpetta anoressica mi costerà 25 euro. Penso all’agriturismo vicino a casa, con quei soldi mi sarei strafogato, ma qui ragazzi c’è la cultura! Iniziano a discutere, fanno nomi di poeti e letterati che io non conosco. Quanto sono ignorante! Sono però sorpreso perché si soffermano essenzialmente sulle tendenze sessuali dei medesimi. Uno era bisessuale, l’altro omosessuale, l’altro ancora forse pedofilo. Sono sempre più diffidente, ma ascolto. Passano alla politica ma l’originalità non è il loro forte. La bandana del Cav., il trapianto del Cav., le battute del Cav. Insomma bisogna sconfiggere Berlusconi in qualsiasi maniera. Voteranno a sinistra sino a quando cadrà il “regime” poi basta! Bisogna costruire il controimpero antiamericano, per sconfiggere l’impero di Bush. Rimanendo nel capitalismo è ovvio, ma opponendovi un capitalismo anti. Non reggo più e sbotto. L’opzione frontista e la demonizzazione sono una sconfitta dico loro. I concetti di impero e imperialismo come descritti da Lenin non sono più applicabili. Siamo in una nuova fase, c’è la globalizzazione. Tutti dobbiamo farne i conti altrimenti le analisi sono errate dal principio. Come non capirlo! Mi becco del veterocomunista antimarxista. Sono ai loro occhi come il rinnegato Kautsky. Mi complimento e mi felicito, quelle invettive pronunciate dalle loro bocche sono per me un complimento.

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