Le ecobufale

Di Nicola Imberti
21 Ottobre 2004
Non sono un prodotto bio ma le presunte verità di Repubblica e dei Verdi sul maxi-emendamento in materia ambientale. Che non grazia la villa del premier, ma regolamenta la materia. Per tutti

«Una bugia ripetuta più volte diventa verità». Sarà per questo che, da un po’ di tempo, la “laica” Repubblica (così l’ha definita recentemente Giuliano Ferrara) ha imboccato la strada della propaganda. Succede così che, sulle pagine del quotidiano di piazza Indipendenza, la cronaca dei confronti tra Bush e Kerry si trasformi in un misto di propaganda e faziosità. Per Repubblica Kerry ha già vinto e poco importa che Bush, il cattivo e incapace Bush, sia ancora in vantaggio. Se vincerà lo farà solo grazie ai brogli elettorali.
Ma il meglio di sé Repubblica lo ha dato questa settimana affrontando il tema della delega ambientale e della sanatoria edilizia. Giovedì il Senato ha approvato un maxi-emendamento alla delega in materia ambientale. I senatori Verdi hanno messo in scena un minispogliarello fino a mostrare delle magliette bianche con la scritta: «Per Villa Certosa state spogliando l’Italia». Repubblica non si è lasciata sfuggire l’occasione attaccando il condono che, secondo loro, sanerà tutto e il contrario di tutto.
La smentita, però, questa volta non viene dalla maggioranza, ma dal Wwf Italia che, per bocca del segretario aggiunto Gaetano Benedetto, cerca di ristabilire la verità. «Noi – ci dice Benedetto – non riteniamo che, con questa norma, si possa sanare tutto e ovunque come qualcuno ha sostenuto. Ciò nonostante pensiamo che, nell’applicazione, potranno esserci dei rischi. Il dibattito purtroppo si è incentrato sul fatto se questa legge rappresenti o meno un’estensione del condono. Personalmente non penso che si tratti di un’estensione del condono e credo che gli ambientalisti, qualora passasse questa norma, dovranno chiedere un’applicazione rigorosa e restrittiva».
Non è vero quindi che con questo maxi-emendamento verranno graziati gli “ecomostri”? «Per l’edificazione in area vincolata servono due tipi di autorizzazione, una è quella edilizia e l’altra è quella paesaggistica. Qui si parla solo di autorizzazione paesaggistica, quella edilizia non viene neanche citata. Inoltre non si parla mai di depenalizzazione dell’abuso edilizio, ma solo di quello paesaggistico. Sarebbe una follia giuridica arrivare ad una depenalizzazione non prevista dalla legge. La norma estingue il reato paesaggistico ma mantiene quello edilizio».
«Io – continua Benedetto – ho una certa avversità per lo “scoopismo” che è stato fatto in questi giorni su questo tema e personalmente arrivo a dire “chi se ne frega di Villa Certosa”. Capisco che si tratta di un’esemplificazione politica, ma bisogna ricordare che il problema dell’Italia non è l’ecomostro, ma la polverizzazione dell’abusivismo edilizio». In parole povere la legge non grazierà nessuno (anzi le pene per i reati gravi vengono inasprite), ma si limiterà a regolamentare e depenalizzare gli abusi “formali” già previsti dalla legge (concessione edilizia in sanatoria). «Perché, infatti, chi ha realizzato lavori compatibili con i vincoli e ha commesso solo un errore formale deve, una volta riconosciutagli la liceità dell’intervento, pagare la sanzione amministrativa e affrontare anche il procedimento penale?», si chiede Maurizio Lupi, responsabile Lavori pubblici di Forza Italia.
«Oggi – continua Lupi – i cittadini sono esasperati, noi abbiamo solo cercato di facilitare la loro vita. è forse una colpa grave? Bisogna smetterla di mischiare alle ragioni della politica l’ignoranza. La sinistra, prima di sbraitare, dovrebbe leggere i provvedimenti che vengono approvati». Giustizia è fatta. Arrivederci alla prossima bufala “made in Repubblica”.

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