IL SEGNO CHE CAMBIA
Sabato 16 ottobre il movimento di Comunione e Liberazione, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua nascita, si è recato in pellegrinaggio al Santuario Mariano di Loreto. 45mila persone, bambini e vecchi, ragazzi e madri con passeggini, preti e padri con pupi in spalla, un popolo giunto da ogni parte d’Italia, davanti alla Madre di tutte le madri, per pregare Lei “di speranza fontana vivace”, e per ringraziare e far sentire a don Giussani il “clamore della gratitudine” per aver fondato il movimento, e, anche se nella lettera scritta al Papa in occasione dei 50 anni della nascita del suo movimento il Giuss ha scritto di non aver mai «inteso “fondare” niente», certo è che la sua “passione del fatto cristiano” ha cambiato la vita a un bel po’ di gente. Di certo a quella qui radunata: sono piene la piazza del santuario, le vie intorno, i parcheggi sottostanti; 12, 20 ore di pullman, notti in traghetto, in treno, alcuni sono in piazza dalle 9 del mattino in attesa del S. Rosario e della Messa che saranno celebrati alle 14.30. Che sia un giorno eccezionale lo si percepisce già dal tempo, vento di libeccio che porta nuvoloni e acqua per poi lasciare il posto ad un sole abbagliante, e, dopo l’ultimo scroscio di pioggia, mentre il coro intona “Discendi Santo Spirito”, il cielo si apre e, come un ponte sul mare messo lì a dividere cielo azzurro e cielo ancora nero, un arcobaleno appare e non bisogna certo essere mistici o visionari per vedere in esso l’evidenza di un segno. Certo non sono dei mistici quella ragazza che si è chiesta cosa è venuta a fare qui, e quella con minigonna e stivali rosa, che quelle preghiere non le ha mai dette e copia quel signore vicino a lei, e quel ragazzo con capelli lunghi e fascia in testa, uguali agli altri, eppure diversi, segno, ancor più grande e miracoloso di quel bell’arcobaleno, della vittoria della realtà sul nulla. E si rinnova ancora una volta il miracolo cristiano che cambia, trasforma un mucchio di gente in un popolo in cammino.
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