Il non profit detassato

Di Nicola Imberti
28 Ottobre 2004
Una proposta di legge bipartisan introduce una svolta epocale: saranno deducibili le donazioni a favore degli enti non profit fino al 20% del reddito

Di chiacchiere su quanto è importante il Terzo Settore non profit, ne abbiamo sentite fin troppe. Non c’è personaggio politico che, almeno una volta, ci abbia raccontato la “storiella” del mondo perfetto in cui Stato, privato e privato non profit, concorrono insieme al bene comune. Purtroppo, fino a qualche mese fa, quella del non profit sembrava proprio, per dirla con Shakespeare, «una favola raccontata da un idiota piena di rumore e di furore, che non significa nulla».
Oggi la musica sembra essere cambiata. Innanzitutto c’è stata l’approvazione, da parte della Camera, del nuovo articolo 118 della Costituzione che da oggi prevede che: «Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni riconoscono e favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà, anche attraverso misure fiscali». Da un lato, quindi, la Camera ha confermato quanto di buono aveva fatto il Senato aggiungendo al testo i verbi “riconoscono” e “favoriscono” e dall’altro ha introdotto per la prima volta il concetto di “sussidiarietà fiscale”.
Un passaggio fondamentale se si considera che la sussidiarietà fiscale rappresenta la formula più avanzata di valorizzazione del principio di sussidiarietà e che, fino ad oggi, in Italia la detassazione delle erogazioni liberali a favore del non profit era ridicola rispetto a quella di paesi come la Germania, la Gran Bretagna e gli Usa.

+ DAI, – VERSI
Sarà anche per questo che l’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà, “creatura bipartisan” che raccoglie oltre 250 tra senatori e deputati appartenenti a quasi tutti gli schieramenti, non si è fatto sfuggire l’occasione di affondare il colpo. Lo spunto è stata la proposta di legge n. 3459 (la Benvenuto-Jannone) già oggetto della campagna “+ Dai – Versi”, promossa dal settimanale Vita assieme al Forum del Terzo Settore e al Summit della Sussidiarietà. La proposta prevede la deducibilità delle donazioni erogate a favore di enti non profit.
Per evitare il lungo iter burocratico che normalmente accompagna l’approvazione di un pdl, l’Intergruppo ha deciso di trasformarlo in un emendamento alla Finanziaria che è stato accolto all’unanimità dalla commissione Finanza. L’emendamento stabilisce che le erogazioni liberali a favore di enti non profit possano essere dedotte dal reddito complessivo del soggetto erogatore «nel limite del 20 per cento del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 100mila euro annui».
«Un grande passo avanti, – ha commentato Maurizio Lupi, deputato di Forza Italia e uno dei promotori dell’Intergruppo – in questo modo si potranno far arrivare al settore risorse importanti. Non è un segreto, infatti, che il nostro ordinamento, segnato da un profondo statalismo, in questi anni ha sempre cercato di mettere in un angolino il privato non profit dimenticando lo straordinario apporto che questa realtà ha dato allo sviluppo del paese. Questo emendamento è un tentativo di ribaltare questa visione distorta del pubblico».
«Finalmente – ha aggiunto Roberto Pinza della Margherita –, dopo tante false partenze, siamo riusciti a dare il via ad un’iniziativa veramente bipartisan. Un’iniziativa che cerca si sostenere un mondo con grandi energie, ma con pochissime risorse».
Ora l’Intergruppo lavorerà per inserire l’emendamento in Finanziaria, anche se il relatore della maggioranza Guido Corsetto ha già “benedetto” l’iniziativa. Nei prossimi mesi, poi, si cercherà di affrontare un altro tema spinoso, quello relativo all’iter del disegno di legge sull’impresa sociale già approvato alla Camera e ora fermo al Senato. Finalmente dalle parole ai fatti.

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