Siamo sulla notizia
Negli Stati Uniti e nel resto del pianeta la notizia è che gli americani hanno eletto un presidente che continuerà a far sentire in tutto il mondo l’energia, la forza e l’anima di un popolo libero. In Europa, dove se non ha vinto Kerry gli zapateriani dichiareranno una giornata di elaborazione del lutto continentale, la notizia su cui sostare e rimarcare nell’autunno che ci aspetta, resta la Barroso Commissione e tutto ciò che di imbarazzante e sinistro, per il destino dell’istituto Ue, discende dalla di lei bocciatura. Per questo un numero monografico solo per ricostruire i fatti, annotarli, ragionarne, mandarne a memoria i protagonisti.
Le tue opinioni sono o non sono come quelle di milioni?
Letta sulla bibbia della sinistra europea, il Guardian, ha il pregio di parlare con franchezza, è scritta con tutta la boria trattenuta del caso, è una sintesi perfetta: «Non bisogna chiedere al professor Buttiglione di “prostituire la sua coscienza”, come ha detto lui, ma neanche permettergli di assumere questo incarico, dal momento che le sue opinioni sono contrarie a quelle di milioni di cittadini europei». Si capisce, è il modello della più pura democrazia fondata sulla libertà di coscienza, tolleranza e non discriminazione per religione, razza, opinione. E infatti, nel sunto del Guardian, si rispecchia il sentimento profondo dell’attuale religione laicista, pensiero unico e illiberale che governa le élite del Vecchio Continente. E infatti, meritiamo di venire irrisi perfino dalla voce del regime iraniano che abbiamo messo in prima pagina. Dunque, sarebbe roba da riderci sopra, se non fosse calco di una certa ignominiosa arietta che già circolò in Europa, tra Mosca e Berlino, negli anni Trenta del secolo scorso, dove certamente le opinioni espresse dagli ebrei Vasilij Grossman e Walter Benjamin erano «contrarie a quelle di milioni di cittadini russi e tedeschi». Stiamo sulla notizia, drammatica e grandiosa, come scrive quel grande condottiero di razionalità e libertà, Giuliano Ferrara, che strappa finalmente il velo del tempio dell’ipocrisia e mostra il vero volto, acido e malmostoso, del ceto politico maggioritario in Europa (mentre sui popoli ci permettiamo ancora il beneficio del dubbio, giacché, come ci documenta il grafico di Rodolfo Casadei, non si deve dimenticare che i galletti strasburghesi sono stati eletti da una minoranza, in certi casi infima, di europei). Stiamo sulla notizia, grazie a Dio, in Europa, non c’è solo questa maggioranza un po’ fanatica e parecchio oscurantista che finanzia i valori dei ragazzini all’esplosivo di Hamas e poi ci viene a raccontare la barzelletta pannelliana degli ukase Vatican-Taliban-American materializzatisi nel povero Buttiglione che, come ai bei tempi dei processi staliniani, deve pentirsi in pubblico e confessare i crimini della sua coscienza davanti a un’accidiosa parata di nani inquisitori.
Siamo tutti peccatori
Grazie a Dio c’è il peccato. E, peccato, si poteva dare di più, cari deputati inquirenti e inquisitori. Peccato che vi crediate protetti, voi perfetti catari di un religione che predica la buona vita, la buona morte, la buona anima almodovariana dell’Europa di nihil. Peccato, perché la notizia ha fatto uscire allo scoperto una quantità di laici (vedi quelli raccolti dal Foglio e che noi tempisti siamo tornati a disturbare per chiedere cosa ne pensassero della comica finale e della morale di questa favola di Ue) e ora promette un futuro incerto, ma certo interessante, anche a noi minoranze che di sicuro non staremo qui con le mani in mano ad aspettare che qualcuno ci asfalti con la banale scusa che non la pensiamo come loro, élite di “milioni di cittadini europei”. E se la Chiesa e i suoi ufficiali consigliano un prudente silenzio osservando con discreta preoccupazione il bailamme montato in Europa da che le bombe di Atocha hanno cambiato i connotati alla Spagna, questa del tormentone Barroso e del Prodi burroso è la notizia giusta che può e dovrebbe risvegliare negli uomini il buon gusto liberale, la buona volontà e la sana educazione dell’intelligenza e del cuore per lottare con le intenzioni della vita contro quelle del potere. Potremo mai barattare la libertà con le cipolle dei don Michele Santoro e la birra degli herr Martin Schulz?
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!