E IL SOLITO WSJ GIOCA D’ANTICIPO
Ma è stato solo lo “scandaloso” Buttiglione a far deragliare la commissione Barroso o anche qualcos’altro? Certamente le presunte accuse di omofobia rivolte al commissario italiano hanno giocato il ruolo decisivo ma qualcuno, prima delle dichiarazioni “incriminate”, aveva già provato ad inviare un bel messaggio di benvenuto alla nuova Commissione e soprattutto all’Italia. Parliamo dell’affaire Kroes, ovvero la vicenda riguardante la commissaria designata alla concorrenza (ruolo che fu di Mario Monti, ormai organicamente in quota al centrosinistra), Neelie Kroes, che non avrebbe rivelato all’Ue la sua attività di lobbying svolta sette anni fa in Olanda per conto della società americana Lockheed. Un entrata in tackle compiuta un paio di settimane fa dall’edizione europea del Wall Street Journal, secondo la quale l’assenza di ogni riferimento all’attività svolta per Lockheed «evidenzia la natura poco rigida delle norme Ue che regolano la comunicazione delle esperienze lavorative passate». Di più, pur ricordando che la signora Kroes «non ha violato alcuna regola» non comunicando questa sua attività, il quotidiano statunitense sottolineava la possibilità di un aumento dei rischi di conflitti di interesse per la nuova eurocommissaria, dato che Lockheed «ha forti legami con delle compagnie italiane attualmente sotto indagine dai servizi che la Kroes dovrebbe dirigere». Ancora l’Italia, ancora una “zeppa” infilata ad arte tra le ruote del carro, ancora un attacco nemmeno troppo velato al nostro governo e alla nostra economia, soprattutto quella di un settore strategico che disturba – e non poco – i “manovratori” operanti in nome e per conto dei nostri partner Ue.
La Lockheed, colosso americano della difesa, affermava il Wsj, non è oggetto di nessuna indagine da parte dell’antitrust europeo, ma «lavora in stretta cooperazione con compagnie che sono state o sono oggetto di indagini. Uno dei partner europei più significativi – scriveva in particolare il quotidiano – è la compagnia aerospaziale e industriale Finmeccanica Spa, che é attualmente sotto indagine da parte dell’autorità antitrust dell’Ue per il potenziale finanziamento illegittimo da parte del governo italiano della ricerca e dello sviluppo nel settore aerospaziale. Lockheed non è partner di nessuno dei sei progetti di Finmeccanica oggetto dell’indagine» chiariva l’articolo (excusatio non petita, accusatio manifesta, ndr), ricordando però casualmente che una sussidiaria di Finmeccanica è impegnata in numerosi progetti con il governo Usa, uno dei quali – quello per l’aereo da guerra F-35 – vede la Lockheed come società di riferimento. Il Wsj – attentissimo nel frangente a tutti i particolari, quasi “qualcuno” lo avesse imbeccato – riferiva anche il risultato dell’analisi richiesta dalla stessa Kroes ai servizi giuridici della Commissione europea per esaminare i possibili conflitti di interesse che potrebbero sorgere a causa delle sue numerose attività svolte negli ultimi dieci anni in varie grandi società europee. «Secondo i funzionari che hanno avuto accesso all’analisi – concludeva il quotidiano – Kroes avrebbe dovuto ritirarsi in almeno 35 casi» sui circa 3.400 esaminati negli ultimi cinque anni dal suo predecessore Mario Monti (circa l’1%, una percentuale drammatica di fronte alla quale l’ipotesi di astensione dal giudizio e di un passaggio una tantum di poteri appare impraticabile), circa 25 casi di fusioni e una decina riguardanti invece aiuti di Stato. Laconico il commento di un alto esponente forzista a Strasburgo: «La stampa straniera ci attacca perché sa che in Italia la politica estera è vissuta come appendice di quella interna: siamo divisi, il bene e la dignità del paese vengono sempre e comunque sacrificati in nome dell’ideologia e dell’interesse di parte».
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