THE VILLAGE

Di Simone Fortunato
11 Novembre 2004
In un villaggio isolato dal mondo una piccola comunità vive nel terrore delle Creature Innominabili.

Un villaggio isolato, fuori dal tempo e dallo spazio. E una comunità che vive compatta ma terrorizzata da un male oscuro e mai visibile. è fin troppo scoperta la metafora attorno a cui si costruisce “The Village”: l’America isolata nel terrore di creature senza volto e senza identità. Che compaiono senza preavviso seminando morte e distruzione. L’America cieca come la giovane protagonista, priva di punti di riferimento, immersa in una selva buia e senza uscita. Shyamalan (“Il sesto senso”, “Unbreakable”, “Signs”) sfodera tutto il corredo gotico possibile per una fiaba inquietante: dalla ragazza cieca, a Cappuccetto Giallo nel bosco, fino a delle creature mostruose, secondo un crescendo di tensione e ritmo che, se è evidentemente debitore di Hitchcock (a cui il regista allude, soprattutto nella comparsata che si regala a fine film), certo lascia sulle spine lo spettatore. Un thriller di buona fattura, senza sbavature, molto corretto ma anche un po’ freddino e con una soluzione finale che dice poco e significa ancor meno: una sorta di manuale del perfetto regista che ben conosce suspense e sorpresa e si diverte alle spalle dello spettatore.
Di M. Night Shyamalan, con J. Phoenix, W. Hurt

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