GIANFRANCO FINI
Sarebbe importante parlare della caccia alle streghe scatenata nei confronti dei cristiani evangelici, intollerabilmente dipinti dai giornali come fondamentalisti pericolosi. La montatura mi pare abbia superato il limite della decenza (Tempi se ne occupa nelle successive pagine). Tuttavia mi pare urgente segnalare al prossimo inquilino della Farnesina un’antipatica gatta da pelare che troverà sulla scrivania. Il dossier ha un nome e un cognome. Ali Rashid, membro accreditato in Italia del corpo diplomatico dell’Autorità Nazionale Palestinese. Rashid, un beneficiario quindi dell’immunità diplomatica, ha partecipato a un’interessante trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani su Radio 24. Da quei microfoni il rappresentante palestinese ha detto che due giornalisti italiani, Fiamma Nirenstein e Carlo Panella, sarebbero pagati dagli israeliani. Queste affermazioni non solo offendono due professionisti, ma – in un periodo in cui per le strade europee si può finire sgozzati come maiali – possono avere tutta l’aria di sembrare un’indicazione per le mani assassine di volenterosi carnefici imbevuti di odio e jihad. Questo non può essere il comportamento di un diplomatico ospitato dal nostro paese.
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