ASSORDANTE
C’è un silenzio assordante intorno agli Stati Uniti. Come mai? Abbiamo passato un’estate, e soprattutto un finale d’estate, dove ogni punto guadagnato nei sondaggi dal senatore Kerry, nella corsa alla Casa Bianca, veniva “sparato” almeno a cinque colonne su tutti i quotidiani nazionali, quelli italiani s’intende. Era tanto appassionante la rimonta del candidato democratico, che gli speciali televisivi fiorivano come le margherite sui prati primaverili. Questo interesse da parte dei media italiani a che cosa era dovuto? Al fatto che la vecchia Italietta si stesse sprovincializzando? Campa cavallo! In realtà, in Italia, c’erano molti tifosi “che contano”, quasi impegnati in prima persona contro l’attuale presidente Bush. C’erano le delegazioni del centrosinistra che si dirigevano, coccarda al petto, alla convention democratica. Insomma, la notizia che volevano era questa: Bush ha perso, è stato travolto dai suoi errori, dalla “sua guerra”. Purtroppo per questi tifosi sbadati, Bush ha vinto, anzi ha stravinto, con un voto popolare che nessuno immaginava. E quindi? Quindi la stampa italiana, libera, oggettiva, informata… sta zitta, parla d’altro. E la televisione fa altrettanto. Non si parla più neppure delle bandiere arcobaleno, del popolo di Seattle, dei “ragazzi no global”.
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