IL BAMBINO E L’AMERICA

Di Ferrari Anna
25 Novembre 2004
Marco Bardazzi, La scala spezzata, ed. Società editrice fiorentina, pp. 227, euro 19

Nel 1932 viene rapito e ucciso, malgrado la consegna del riscatto, il bimbo di due anni di Charles Lindbergh, il celebre aviatore della trasvolata dell’oceano Atlantico (1927). La stampa e i media si mobilitano, l’America resta col fiato sospeso. La descrizione delle persone e dei paesaggi è intensa. Emerge il volto vero dell’America, quello della depressione economica, dei diseredati, degli immigrati. Chuck Forbes, cronista fallito, vive la vicenda in prima persona. Incontra il famoso scienziato Alexis Carrel, che gli parla di mistero e del rapporto di amicizia e collaborazione con Lindbergh. Alla scoperta dell’assassino, il tedesco Hauptmann, l’America reagisce con la voglia di sangue. Un editore miliardario incarica Forbes di seguire per il suo giornale il processo Hauptmann a Flemington, piccolo villaggio che si trasforma in un’ immensa sala stampa. Il giorno del processo, Flemington è colma di un popolo curioso e furibondo. La prima corrispondenza di Chuck è la bellissima ridescrizione dei fatti che contrappone il Male (Hauptmann) al Bene (Lindbergh). Hauptmann viene condannato dalla giuria alla sedia elettrica. Alla fine si svolge il silenzioso volo di Lindbergh e Chuck verso il lago Ontario, dove finisce l’America. Per tutti e due, dopo l’orrore c’è una speranza.

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