Per i grandi…… e per i piccini
Per i grandi…..
Marcello Pera: «Noi liberali non dobbiamo più limitarci a dire “non possiamo non dirci cristiani”. Ma adesso “dobbiamo dirci cristiani”. E tutti gli europei dovrebbero dirlo. Soprattutto se laici».
(Nell’intervista rilasciata a Massimo Giannini, Repubblica, 31.10.2004)
Jürgen Habermas: «Prendere più chiaramente coscienza delle nostre radici giudaico-cristiane non solo non è di ostacolo all’intesa interculturale, ma è ciò che la rende possibile. A tutt’oggi non disponiamo di opzioni alternative. Continuiamo ad alimentarci a questa sorgente. Tutto il resto sono chiacchiere postmoderne».
(cit. in Sandro Magister, www.chiesa.it, in L’Espresso on line, 22.11.2004)
Alain Finkielkraut: «In Europa l’insegnamento religioso dovrebbe accordare la priorità alle religioni fondatrici, il cristianesimo, in parte il giudaismo, lo scisma cristiano. (…) Se l’insegnamento del fatto religioso dovesse ancora aggravare l’ignoranza e il disprezzo dell’Europa per la propria storia, sarebbe una catastrofe. Perché l’integrazione riesca, l’Europa deve accettarsi. La situazione esige una psicoanalisi delle nostre società laiche. Prima che sia troppo tardi».
(Nell’intervista rilasciata a Francesca Pierantozzi, Il Foglio, 18.11.2004)
Magdi Allam: «Se l’Occidente non riscopre l’amabilità della sua vita buona, è finita per i cristiani e per gli islamici come me. (…) Per me il diritto di voto coincide con la cittadinanza. Ed essa non dovrebbe essere esito burocratico, ma la maniera in cui ci si riconosce in una società dove i valori comuni sono forti e cristiani».
(Nell’intervista rilasciata a Renato Farina, Libero, 21.11.2004)
e per i piccini
Giulio Andreotti: «Oltre ai quattro vangeli, non è che ora ce ne è pure un quinto scritto a due mani da Buttiglione e Ferrara?».
(Agi, 4.11.2004)
Alberto Melloni: «Sognano il ritorno a una cristianità perduta, a una simbiosi politico-religiosa che rimetta la Chiesa al centro. (…) È incredibile che tanti cattolici ed ecclesiastici non si irritino al vedere personaggi estranei alla Chiesa stabilire loro quale dev’essere il posto della Chiesa in Europa. (…) Se la Chiesa vuole parlare a una società disorientata, ha una sola “verità ultima” da offrirle: la pace».
(Nell’intervista rilasciata a Sandro Magister, www.chiesa.it, in L’Espresso on line, 22.11.2004)
Pietro Scoppola: «Mi sembra del tutto irrealistica, priva di ogni fondamento, l’idea di un’“offensiva anticattolica”. Ferrara? Il precedente più significativo è quello dell’ Action Française… clerico-fascisti».
(Repubblica, editoriale, 10.11.2004)
Vittorio Messori: «Io, come intellettuale cattolico non mi sento affatto perseguitato. Ferrara? C’è un precedente: Charles Maurras, il fondatore di Action Française».
(Nell’intervista rilasciata a Vittorio Zincone, Corriere della Sera Magazine, 18.11.2004)
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