EUROSTRABISMO

Di Bracalini Paolo
02 Dicembre 2004
Una volta aperti, i rubinetti Ue perdono che è un piacere.

Una volta aperti, i rubinetti Ue perdono che è un piacere. L’Olaf, l’ufficio antifrodi europeo, ha appena pubblicato il rapporto annuale e se ne scoprono delle belle. Gli aiuti umanitari e i fondi per lo sviluppo del Terzo mondo soffrono di «un complesso e ben organizzato sistema di abusi», hanno trovato. Sull’acqua, per esempio. Nel Lesotho, l’Olaf ha aperto un dossier sulle frodi per una diga che avrebbe dovuto fornire l’acqua al vicino Sudafrica. Peccato che tre milioni di euro siano finiti un po’ più in là, giusto in Svizzera, sul personalissimo conto di un funzionario del Lesotho. In Paraguay, una verifica esterna ha rivelato che il 90 per cento dei fondi Ue, trasferiti in un progetto destinato a 50 autorità locali per migliorare i rifornimenti idrici, è stato deviato a una fondazione che con l’acqua e le risorse idriche non ha niente a che fare. Poi il rapporto deve mettere il dito nella piaga. L’arresto del giornalista Martin Tillack che, secondo l’Olaf, per ottenere un documento privato avrebbe corrotto un funzionario europeo. L’ufficio antifrodi non è mai stato in grado di provare le sue accuse, e infatti il tribunale non ha mai trovato motivi di incriminazione. Come dire, aquile nel Lesotho, miopi nel Belgio?

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