Alain Elkann
E’ da poco uscito, per le edizioni Bompiani, Mitzvà di Alain Elkann. I lettori de La Stampa lo conoscono per le sue interviste, i frequentatori di librerie per i suoi numerosi libri, i telespettatori per tanto altro e molto più. Con un tale curriculum ci si aspetterebbe di incontrare un cinico uomo di mondo, esperto e disincantato conoscitore dei segreti del potere. Nulla di tutto questo si respira invece nell’agile volume. Nel suo ultimo lavoro, Elkann riesce a parlare di ebraismo, preghiere e persecuzioni, di pace e guerra, di John e Lapo, dei suoi genitori e di molto altro. Lo fa con occhi di bambino. Come in una favola, Elkann culla il lettore tra New York e Parigi, l’Alsazia e Gerusalemme. Si incontrano il principe El Hassan bin Talal di Giordania, i rabbini nelle sinagoghe e al Muro del Pianto, i contadini del Piemonte materno. Il libro può essere capito da tutti e rende accessibili a chiunque temi altrimenti difficili e complessi. Nello stesso tempo sono possibili più piani di lettura. Tra ricordi ed emozioni possono nascere in noi il riso e la preoccupazione, sorgono domande inquietanti sul nostro paese e sul mondo che cambia, ma che troppo spesso è uguale a se stesso.
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