Eurofanatismi

Di Bracalini Paolo
23 Dicembre 2004
Confidenzialmente parlando

Confidenzialmente parlando, sembra che, senza offesa per l’islam, per carità, insomma, in queste moschee ogni tanto, tra i fedeli e gli stinchi di profeti, giri pure qualche piccolo terrorista. Sono arrivati a questa conclusione, dopo una dozzina di premesse perché non possiamo non dirci tolleranti con i musulmani, nel rapporto confidenziale preparato per il vertice tra il Counter Terrorism Group e la Police Chiefs Task Force dell’Ue, nei giorni scorsi al Consiglio dei Ministri. «Le mosche sono uno dei punti caldi nel reclutamento di terroristi in Europa. è necessario aumentare i controlli su questi luoghi», si legge. Ma va? Incredibile. Neanche un’ora e gli attivisti dei diritti dei musulmani in Europa si sono sollevati: «Non c’è nessuna evidenza che le moschee in Europa siano un ricettacolo per il fondamentalismo – dice Nabil Marmoush, responsabile della sezione olandese dell’Arab European League –. Questo tipo di proposte non fa altro che diffondere razzismo e xenofobia». Gli ha risposto in rima l’eurodeputato conservatore britannico Charles Tannock: «Tutti i musulmani moderati e ragionevoli dovrebbero accogliere favorevolmente gli sforzi per identificare i fanatici in mezzo a loro e isolarli».

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