EUGENETICA HANDICAPPATA

Di Eva Bonino
20 Gennaio 2005
Handiphobie (fobia per l’handicap)

Handiphobie (fobia per l’handicap) è il termine forgiato dalle famiglie francesi dei portatori di handicap per descrivere il clima in cui sono costrette a vivere. Nel 2000 il legislatore francese stabilì che il bambino nato con handicap poteva denunciare il medico se questi non si accorgeva, durante la gravidanza, della sua malformazione. L’insipienza dal medico avrebbe potuto privare i genitori della possibilità di abortirlo. Il bambino disabile ha un danno (da risarcire) per il fatto di essere stato fatto nascere. Il decreto è stato ritirato, ma resta il principio: nascere con un handicap è un danno. Anzi, è un “peccato sociale”. Da qui il boom delle amniocentesi.
Eppure ci sono studi che ci dicono che le famiglie di disabili non hanno in media un livello di stress maggiore delle altre; la fatica è la vita stessa, e ognuno paga il suo dazio. Ma striscia la paura: una sottile, cattiva fobia percorre la nostra società così pronta a versare lacrime per i “diversi” quando sono lontani, ma che poi non sa guardarli in faccia quando se li ritrova in casa. Si esclude “per decreto” l’imprevisto, il diverso, l’avvenimento. Un figlio è un figlio, se è malato non smette di esserlo.

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