UNA GAI PER PRODI
Ho letto che la famiglia di Romano Prodi è formata da un centinaio di persone. Minchia, quasi come la rosa dell’Inter. La notizia era contenuta in un interessante articolo celebrativo dei dieci anni dell’Ulivo. Da allora molte cose sono cambiate, anche l’Ulivo, che non si chiama più così. Adesso si chiama Gad, Grande Alleanza Democratica. Del resto anche il Polo ora ha un altro nome: Casa delle Libertà (se il Berlusca in futuro opta per “Baita del formaggio”, giuro che lo voto senza riserve). Dal vecchio Psi ne sono nati mezza dozzina; il Ppi adesso non esiste più, sta nella Margherita; di partiti comunisti ce ne sono due e anche i Ds sono arrivati qui dopo un lungo travaglio. Perfino il Formigoni vuole cancellare le vecchie sigle e fare la “Lista del presidente”.
Perché lo fanno? Perché qualcuno s’illuda che non siano sempre i soliti, che siano altri. Così tirano via un paio di voti. Riflettendo su tutto questo, mi è venuta un’ideona che regalo al Moratti come caritativa natalizia. Perché non cambia nome all’Inter? Io vedo bene GAI (con la “i” altrimenti Buttiglione s’incazza): Grande Alleanza Internazionale. Fa molto chic e magari finisce anche lui per acchiappare qualcosa.
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