Il sano matrimonio
Oltre a quelli già segnalati (cfr. Rodolfo Casadei, “La differenza americana”, Tempi, 1 ottobre 2004), sono almeno tre gli studi scientifici recentemente pubblicati che smentiscono i presunti scoop sugli effetti vantaggiosi e salutari, per le donne e per la società, che avrebbe la condizione di single o divorziata.
1. “Stato civile e salute: Stati Uniti, 1999-2000”, di C.A. Schoenborn, in “Advance Data”, nr. 351 del 15 dicembre 2004. La ricerca si basa su 127.545 interviste somministrate ad un campione di adulti (dai 18 anni in su) rappresentativo della popolazione statunitense. Le categorie in cui è stato rappresentato lo stato civile sono: sposato/a, vedovo/a, divorziato/a o separato/a, mai sposato, convivente. Risultato: a prescindere dal gruppo di popolazione di appartenenza (età, sesso, razza, origine, educazione, reddito) e dagli indicatori di salute (salute debole o forte, handicap, dolori lombari, malditesta, stress psicologico grave, fumo, inattività nel tempo libero…), gli adulti sposati sono generalmente più sani di quelli appartenenti a tutte le altre categorie. Il discorso vale in particolar modo per la fascia di età tra i 18 e i 44 anni. L’unico indicatore di salute risultato più negativo tra gli adulti sposati che non tra quelli di altri gruppi è la tendenza all’obesità e al sovrappeso.
2. “Stress emozionale e incidenti stradali: l’impatto della separazione e del divorzio”, di E. Lagarde, J.F. Gueguen, A. Gueguen, M. Coeuret-Pellicer, M. Chiron, S. Lafont, in “Epidemiology”, nr. 6 del 15 novembre 2004. È una ricerca svolta su un campione di 13.915 individui (10.542 uomini tra i 52 e i 62 anni e 3.373 donne tra i 47 e i 62 anni nel 2001). Risultato: la separazione e il divorzio determinano un rischio maggiore di incorrere in gravi incidenti stradali, a prescindere dal livello di assunzione di alcool.
3. “La dissoluzione del matrimonio provoca una maggiore incidenza dell’ictus”, di G. Engstrom, F.A. Khan, E. Zia, I. Jerntorp, H. Pessah-Rasmussen, B. Norrving, L. Janzon, in “Cerebrovascular Dieseases”, nr. 4 del 9 settembre 2004. È stata osservata per dieci anni l’incidenza del primo ictus tra gli abitanti della città di Malmoe (Svezia) di età compresa fra i 40 e gli 89 anni. Risultato: a parità di età, paese di nascita, indicatori socioeconomici, l’incidenza di ictus sugli uomini e le donne divorziati e vedovi è maggiore rispetto a quella riscontrata tra gli sposati.
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