ALEXANDER
Polvere, sudore e sangue. E barbe incolte, in una Grecia pietrosa e per nulla solare. Ben diversamente dalla plastica e superficiale rappresentazione della classicità della maggior parte dei sandaloni (compreso il grossolano “Troy”), Stone (“Platoon”, “Nato il 4 luglio”) interpreta l’antico in chiave sanguigna e brutale, giocando molto sull’ambiguità dei personaggi in campo, dal rozzo Filippo al violento Alessandro passando per la madre fattucchiera Olimpiade e non trascurando gli elementi tipici della tragedia (il destino e la colpa). E se non tutto è a fuoco e gli errori storici sono diversi, Alexander, più che un kolossal spettacolare, è l’interpretazione dionisiaca dell’uomo che cambiò volto al mondo antico.
Di O. Stone Con C. Farrell, A. Jolie
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