MILANO DONA CASA A KADDOUMI
Il Comune di Milano ha deciso di offrire in comodato gratuito una sede alla rappresentanza diplomatica dell’Autorità nazionale palestinese. Lo spirito è quello di appoggiare la svolta legata all’elezione di Abu Mazen. Obiezioni? La principale non è che da anni l’Anp non paghi l’affitto né che non vi siano a Milano altri consolati a godere di analogo aiuto. Il problema è un altro. Il governo italiano ha avuto in questi anni una ferma politica nata di amicizia con i popoli israeliano e palestinese. Per resuscitare il processo di pace, Yasser Arafat è stato isolato. Ora c’è Abu Mazen e per lui non sarà facile. Gli avversari sono molti, non solo Hamas e Jihad, ma anche all’interno di Fatah. Tra questi spicca Farouk Kaddoumi, fervente oppositore al processo di pace. Kaddoumi gestisce proprio l’organizzazione delle rappresentanze diplomatiche. La scelta milanese finisce per rafforzare Farouk contro Abu Mazen e rappresenta paradossalmente un passo nella direzione opposta a quella voluta. Ma Milano può ritagliarsi un ruolo positivo. Ad esempio la giunta Albertini, constatati i cambiamenti concreti frutto di una diversa politica palestinese, potrebbe aprire un ufficio commerciale a Gaza e contribuire a dislocare aziende nei territori amministrati dall’Anp.
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