SEVERINO TESTIMONIAL DELLA CREMAZIONE
È un quadrimestrale, si chiama Confini, ma non tratta di globalizzazione o cose del genere. La frontiera di cui si occupa è quella evocata nel monologo di Amleto, come si evince dai titoli dell’ultimo numero: “Città dei vivi, città dei morti: un rapporto complesso”; “Il richiamo del nulla e la spiritualità della cremazione”, con un intervento di Emanuele Severino; “Questa quieta polvere… La morte in Emily Dickinson”; “La Ginestra. Per una morte e un commiato laici”. Ovvio che le 50 mila copie della rivista siano tutte diffuse gratuitamente (e ci mancherebbe…), ma un po’ di ammirazione per chi ha il coraggio di mettere a tema la morte dal punto di vista antropologico, filosofico, letterario fa capolino.
Senonché l’occhio cade sul sottotitolo della rivista: “Temi e voci dal mondo della cremazione”. Ahinoi, la meditazione sul destino umano non è frutto di amore per la conoscenza, ma di esigenze di business. La rubrica del cinema non pare guidata da criteri estetici, ma produttivistici: grande spazio a “Mare dentro”; se tanti facessero come il protagonista, sai l’impennata dei profitti.
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