«Le note discordanti rovinano la sinfonia»? “Crescendo”, il film pro life con finale a sorpresa

Di Benedetta Frigerio
23 Ottobre 2014
È stato pubblicato in rete il breve film che narra la tormentata vicenda di una donna incinta, tradita e maltrattata dal marito. Il veleno, il pianoforte e una decisione di cui non pentirsi

È stato definito uno degli strumenti più potenti del movimento pro life. Crescendo è un cortometraggio che fu girato per essere diffuso attraverso internet e sensibilizzare quante più persone possibili sul tema dell’aborto. La pellicola ha vinto il “Best Short Film” all’Hollywood Film Festival del 2012 e altri dieci premi cinematografici internazionali. I produttori hanno capito di poter utilizzare la loro opera per raccogliere fondi e aiutare le donne incinta in difficoltà. Così, portando il film in tutto il mondo, sono riusciti a raggiungere la cifra di 6 milioni di dollari.

LA TRAMA. La storia è ambientata nella Germania del Settecento e narra di una donna condannata a vivere un inferno quotidiano. Tradita e maltrattata da un uomo che pensa solo al suo pianoforte, non vuole mettere al mondo un figlio che viva il suo stesso supplizio. La donna prova ad abortire ,ripetendo una frase del marito: «Le note discordanti rovinano la sinfonia». E se invece non fosse così? Il finale lo rivela in maniera sorprendente.

COME JUSTIN BIBER. I produttori non avrebbero mai immaginato che il film (in tedesco e con sottotitoli in inglese) potesse avere tanto successo, perciò, ha detto il produttore Jason Scott Jones, «il nostro obiettivo è quello di raccogliere 10 mila dollari per ogni centro di aiuto alla vita che sponsorizza la visione di “Crescendo”». Scritto e diretto da Alonzo Alvarez, il film è stato prodotto, oltre che da Scott Jones,  anche da Eduardo Verastegui, già produttore di Bella, e da Pattie Mallette, la madre del cantante pop Justin Bieber, nota per non aver abortito il figlio nonostante le pressioni per la sua giovane età. «La mia speranza – ha spiegato Mallette – è che attraverso questo mio coinvolgimento si possa incoraggiare le giovani donne di tutto il mondo, per far sapere loro che c’è un posto dove andare (…), ma se pensi di non avere nessun altro a cui rivolgerti c’è Mallette».

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4 commenti

  1. Bifocale

    Certo che associare aborto con pace e nascita con guerra cene vuole proprio…

  2. Lena

    E’ notorio, in questi ultimi anni al cinema e nelle serie TV (tranne qualche eccezione) stanno andando di moda le donne che non abortiscono, d’altro canto da più elementi alla trama una nascita fuori luogo e portatrice di problemi e infelicità, che un rapido e sollevante aborto. Ma la vita non è un film. Nella vita meglio essere sollevati dai problemi e dalle sofferenze. Io per esempio amo i film di guerra, mi immedesimo negli autori delle azioni militari, ma nella vita reale preferisco la pace e l’armonia e restare integra nel mio corpo.

    1. Raider

      Integra nel suo corpo da cosa, scusi? Qualcuno, non io, potrebbe definirla integralista: e ho idea che non le piacerebbe enanche un po’, corpo integro o non integro permettendo. Le trame raccontano la vita e una che nasce è già un bell’inizio per una bella trama. L’aborto è una fine, ciò su cui nulla si regge, specie se si tine all’integrità, se voleva dire questo. Ma, forse, non voleva dire nemmeno questo.

    2. Toni

      La vita non è un film. Ma pensare che la vita è solo essere sollevati dai problemi e dalle sofferenze che si possono incontrare… significa avere una vita da lobotomizzati. Se atrofizzi il dolore, atrofizzi la gioia.
      Non parlo dell”aborto…. è scontato che si tratta di un insulto all’essere umano, che uccide bambini e rende infelici le donne che lo praticano (mi riferisco solo a quelle che hanno umanità… e magari su insulsi consigli sperano di trovare una soluzione ad un problema, invece trovano una cicatrice ). Purtroppo esiste una certa categoria di donne, affette da autismo nei sentimenti, alla quale l’aborto non fa ne caldo ne freddo. Ma per queste portatrici sane di disgrazia …sarebbe stato meglio qualche dolore nella vita, almeno erano vive.

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