LA LITOTE DEI POTERI FURBACCHIONI
Primacomunicazione è la Borsa del giornalismo italiano dove non cade foglia che la rivista non vaglia. Nel numero di febbraio la foglia si chiama Ferruccio De Bortoli, direttore del Sole 24 Ore e il vaglia Brunetti Umberto, direttore del mensile. Che tifa da stadio nello strillo in copertina: “Vai Ferruccio tocca a te! Questa volta sei solo!”. Vi aspettereste l’intervista del secolo, no? No. «Fingiamo che sia stato io a essere nominato da neanche un mese direttore del Sole» scrive l’Umberto. Autointervista? Certo. Però con tanto di neretto e virgolettato. Domanda: ma perché il verisimil Ferruccio quando quello vero è a portata di mano? Qui litote ci cova. Ovvero l’arte di mandare a dire non dicendo, o per lo meno attenuando il detto dietro lo schermo (presumibilmente concordato) dell’ambasciator che non porta pena. Poteri furbacchioni. Ma non troppo. Troppo vera, infatti, la verisimil risposta alla domanda del suo latin Brunetti: «La stampa è il cane da guardia della democrazia?». F. de Bortoli: «Sarebbe molto più corretto dire che, dati alcuni vincoli politici, finanziari e aziendali, la stampa può esprimere solo verità conseguenti». E poi dice che uno si cerca un posto al Sole.
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