UNA CITTA’ SPORTIVA TRADITA DAL CALCIO
Una città abituata a vivere lo sport in bianco e nero – leggi: Juventus – dovrà abituarsi ai mille colori di un’Olimpiade, un evento che può cambiare la vita in positivo (Barcellona oppure Atene) oppure renderla complicata (Montreal e Atlanta). E Torino comincia a prenderci gusto. Il segnale più importante è giunto a gennaio, in occasione dei test event organizzati per saggiare la qualità dei primi impianti: 70 mila persone si sono riversate nel Palavela per i campionati europei di pattinaggio artistico. Questa non è più la capitale del calcio come lo era negli anni Settanta. Se la società granata vivacchia tra serie A e B, quella bianconera continua a eccellere con un affetto immutato nel mondo, ma non a Torino. Politica dei prezzi (biglietti cari e abbonamenti nominali), stadio inospitale, comodità del mezzo televisivo, la scomparsa dei fratelli Agnelli, hanno fatto in modo che il “brand” bianconero non sia più così attraente: spalti semivuoti, incassi bassi e introiti salvati da merchandising e diritti tv.
La gente è andata alla ricerca di nuove forme “comunitarie” legate allo sport. Un primo avviso a fine 2004, con il tutto esaurito al rinnovato Palaruffini per l’All star game di basket. Il secondo a gennaio, con l’entusiasmo registrato al Palavela. Due episodi da cui si può ripartire. Gli impianti che stanno ridisegnando il panorama cittadino (Palavela, Palaghiacco, Pala-Isozaki, Oval) sono le realtà che offriranno nuove possibilità alla dopo il fatidico febbraio 2006. Intanto Regione, Provincia e Comune hanno realizzato una “public company” per la gestione dei suddetti impianti per organizzare eventi di richiamo e per aiutare la rinascita di alcuni sport. Basti pensare ai nomi di Cus Torino nel volley e Auxilium Torino nel basket. Pallavolo, pallacanestro e hockey su ghiaccio riceveranno dalla “public company”, per i prossimi tre anni, un contributo economico pari al 50 per cento del loro budget annuale. Il resto dovranno farlo dirigenti sul piano societario, allenatori e atleti su quello sportivo.
Sandro Bocchio
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