IL TERNO AL LOTTO DELLA LEGGE 53
Anche il più distratto lettore di questa rubrica ormai è ferratissimo su tutto quel che riguarda la riforma della scuola italiana. E si sarà fatto l’idea che fra le aule e i banchi della penisola non si parli d’altro. Invece. Alla sede di un’associazione di insegnanti arriva una telefonata. È un professore di un istituto tecnico di una grande città. «Nella mia scuola hanno indetto un’assemblea sindacale per parlare della riforma Moratti e dei cambiamenti che ci saranno. Mi hanno dato del materiale per documentami. Voi sapete qualcosa di questa, questa… legge 53?». L’interlocutore all’altro capo del filo non sa se ridere o piangere. E questo è uno che si interessa, che alza la cornetta per cercare di capire… Ma è la punta di un iceberg. Nei licei la parola d’ordine è “non ci riguarda”. Agli Istituti tecnici il massimo della domanda è “ma è vero che finiremo alle regioni?”. Ci sono scuole elementari e medie, dove la riforma è ormai legge vigente, in cui i dirigenti si ostinano a non cambiar nulla “perché tanto col nuovo governo si fermerà tutto”. Eppure prima o poi uscirà il 53 sulla ruota di Venezia. E forse anche la legge 53 entrerà nelle scuole italiane.
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