I FATTI NON SEPARATI DALLE OPINIONI DI “SUA ECCELLENZA LA LOMBARDIA”
Sotto Formigoni l’economia lombarda è andata meglio o è andata peggio? La sanità lombarda è troppo costosa a causa dell’apertura ai privati? Perché il Governatore viaggia tanto all’estero? Cosa si sta facendo contro l’inquinamento? A queste e a molte altre domande che faranno capolino nei prossimi giorni, con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale del 3-4 aprile per il rinnovo dei governi regionali, risponde un libretto di Tempi dal titolo Sua Eccellenza la Lombardia, curato da Rodolfo Casadei, che sarà in edicola il 10 marzo p.v.
Il titolo allude alle molteplici eccellenze che la regione può vantare in campi che vanno dai tassi di occupazione e disoccupazione al riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, dall’incidenza dell’import e dell’export sul totale italiano al numero di ospedali classificati eccellenti dalla Joint Commission di Chicago, dagli investimenti esteri e insediamenti di multinazionali al numero di posti letto per anziani non autosufficienti, dalla quantità di investimenti privati nella Ricerca al numero dei consolati presenti a Milano, e via di questo passo. Gli argomenti sono organizzati in undici capitoli che spaziano dal trasferimento di competenze alle Regioni allo sviluppo economico, al capitale umano, allo stato di Ricerca e innovazione, all’internazionalizzazione della Lombardia, alle infrastrutture, alle politiche territoriali, al modello della sanità, alla questione ambientale, alla gestione del welfare, ai vari aspetti della domanda di sicurezza. Il testo è corredato di tabelle spesso illuminanti: quella che mostra il record lombardo di domande di brevetto presso l’Unione Europea; quella che mostra come la Lombardia riceva dallo Stato meno di tutte le altre Regioni italiane (1.900 euro contro i 2.490 dell’Emilia-Romagna, i 2.875 della Toscana, i 3.531 della Campania, i 4.559 del Lazio e così via); quella che mostra come la Lombardia da sola versi il 55 per cento del Fondo di solidarietà interregionale delle regioni ricche verso quelle povere (3.959 milioni di euro su un totale di 7.207); quella che illustra il finanziamento della spesa sanitaria regionale da parte dello Stato (solo 1.372 euro pro capite alla Lombardia, ma 1.441 alle Marche, 1.449 alla Toscana, 1.465 all’Emilia-Romagna, ecc.). E avanti così.
Tanta materia di riflessione e tanti numeri, fatti e concetti buoni per una discussione col collega attaccabrighe prima di andare a votare. Linguaggio alla portata di tutti senza scadere nella banalità. Buona lettura!
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