INSEGNANTI MALEDUCATI

Di Justin Mc Leod
03 Marzo 2005
Di male in peggio.

Di male in peggio. Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha licenziato in prima lettura il decreto attuativo dell’art. 5 della legge di riforma, quello che si occupa di formazione e reclutamento degli insegnanti. Può sembrare una cosa tecnica. Non lo è. Perché il sistema con cui vengono formati e scelti gli insegnanti è evidentemente decisivo. Speravamo grandi cose. Vecchie bozze parlavano di concorsi banditi dalle scuole, con la possibilità di verificare le reali capacità di un insegnante di stare in classe prima di assumerlo… Nulla di tutto questo.
Un sistema rigidissimo, con numero chiuso all’ingresso della laurea specialistica per l’insegnamento rigidamente programmato in funzione del fabbisogno previsto (solo un 10 per cento di surplus per cautela, magari qualcuno cambia idea o muore…), e poi tutto in discesa. In pratica chi passa il test per l’accesso alla laurea specialistica è certo di avere il posto a vita, qualunque cosa faccia, qualunque incapacità dimostri. E le scuole non statali? Obbligate dalla legge 62/2000 ad avere insegnanti forniti di abilitazione saranno costrette a raccogliere fra le briciole di quel 10 per cento. Se poi saranno incapaci o nemici dell’ipotesi educativa della scuola?

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