GLI INGANNI DEI SI’
Le presunte «4 buone ragioni per votare sì ai referendum» secondo il Comitato per il sì.
1) «Vota sì per tutelare la salute delle donne».
Se desidero tutelare la salute della donna, farei innanzitutto un’azione preventiva a tutela della fertilità e poi metterei in campo tutte le risorse della microchirurgia e della farmacologia per curare realmente la sterilità maschile o femminile. Se desidero davvero la salute della donna, non la sottoporrei alle tecniche di fecondazione assistita le quali per se stesse sono pericolose e nocive alla sua salute: basti pensare ai numerosi studi condotti su donne che hanno praticato la fecondazione artificiale e che hanno subito la rottura delle tube, dell’utero, o la sindrome da iperstimolazione ovarica.
2) «Vota sì per aiutare coloro che sono affetti da patologie ereditarie gravi o infettive ad avere bambini sani consentendo la diagnosi preimpianto».
Ma questo «aiutare» significa selezionare i figli allo stadio embrionale. Ad esempio gli embrioni talassemici sarebbero buttati e quelli non talassemici sarebbero trasferiti in utero. Che medicina è questa che uccide il malato? Da almeno 20 anni è possibile curare il feto umano affetto da talassemia con il trapianto di midollo osseo.
3a) «Vota sì per cancellare la norma che equipara i diritti del concepito a quelli della madre e del padre. Nessuna legge al mondo prevede che l’embrione sia riconosciuto come persona giuridica».
L’embrione umano è la prima fase dell’esistenza di ognuno di noi. È la biologia dello sviluppo che ci offre questa evidenza. Inoltre, esistono molte leggi che riconoscono all’embrione dei diritti (il Codice Civile argentino, la Convenzione Europea di biomedicina del 1996). Certamente l’embrione umano non ha diritti politici, ma ha quel diritto che è alla base di tutti gli altri: il diritto alla vita.
3b) «Vota sì per consentire la ricerca scientifica sulle cellule staminali di origine embrionale. Da queste ricerche dipende gran parte del futuro della biomedicina e la possibilità di trovare cure per malattie come il Parkinson, l’Alzheimer, il diabete, i tumori. Perché impedirlo, lasciando che gli embrioni attualmente congelati e non utilizzati deperiscano, quando potrebbero essere utili per scoprire nuove cure?».
Da anni si sa che le staminali prelevate da viventi allo stadio embrionale provocano crisi di rigetto e forme tumorali nei pazienti che le ricevono (Vogel, in Science 2000). Inoltre, oltre che nocivo, è anche inutile usare per la ricerca gli embrioni umani che sono attualmente congelati perché esistono da anni delle banche di staminali embrionali secondarie, il cui uso non comporta nessun problema etico, perché non implica la soppressione di nessun embrione.
4) «Vota sì per consentire l’eterologa e permettere, anche alle coppie con problemi gravi di sterilità, di avere figli».
È una formulazione accattivante: una coppia può avere il nobile desiderio di avere un figlio, ma questo desiderio non potrà mai trasformarsi in un diritto. La legge, vietando la fecondazione eterologa, vuole tutelare il bambino: difende il diritto del minore di sapere chi sono i genitori che lo hanno generato.
Gli slogans del comitato per il sì si reggono sull’infondatezza medico-scientifica e sull’inganno fraudolento dietro il quale si celano ingenti interessi (il costo di un ciclo di fecondazione oscilla fra i 5000 e i 10.000 euro).
Giorgio M. Carbone
Professore di Bioetica
a Bologna presso la Facoltà di Teologia dell’Emilia-Romagna
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