MIRACOLO A SAN PAOLO

Di Rodolfo Casadei
12 Maggio 2005
IL PERCORSO DI UN'ASSOCIAZIONE POPOLARE BRASILIANA DI SENZA CASA: DALLE COMUNITÀ DI BASE ALLA SUBORDINAZIONE A LULA ALL'INCONTRO CON LA PRESENZA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

Comunione e Liberazione, teologia della liberazione. I nomi sono simili, ma le strade divergono, stando ad una lunga tradizione. Non così a San Paolo del Brasile: lì una realtà nata dalle Comunità di base cristiane, fiore all’occhiello della teologia della liberazione negli anni Settanta (benché essa non fosse la matrice di tutte), ha deciso di convergere sul cammino di Cl in forza di un incontro. Si tratta dell’Associazione dei lavoratori senza tetto di San Paolo guidata da Marcos Zerbini e Cleuza Ramos, i due leader popolari la cui storia abbiamo già raccontato (cfr. Tempi, n. 36/2004). Tra i fondatori del Pt, il Partito dei lavoratori del presidente Lula, hanno rotto col partito quando si sono resi conto che, salito al potere, stava irregimentando i movimenti popolari che aveva usato come strumenti per farsi strada. Nonostante l’isolamento politico, la loro associazione conta ancor oggi oltre 20 mila aderenti, ex senza tetto che oggi possiedono una casa perché hanno preso parte al loro movimento che ha privilegiato il metodo gradualista (acquistare i terreni, ottenere i permessi e costruire insieme le case) anziché il metodo massimalista (occupare con la forza le terre, da cui poi inevitabilmente la polizia e i tribunali li espellevano) preconizzato dal Pt prima di salire al governo.
«Li abbiamo incontrati quasi tre anni fa», racconta padre Vando Valentini, responsabile della pastorale universitaria alla Pontificia università cattolica di San Paolo, arrivato in Brasile 31 anni fa come responsabile di Cl. «Avevano chiesto alla facoltà di medicina dell’università di aiutarli ad affrontare il problema delle gravidanze precoci in uno dei loro quartieri. è stato preparato un progetto, e il medico inviato sul posto era Alexandre Ferrari, un nostro memores (associazione laicale di Cl, ndr). Il progetto è riuscito molto bene, ed è nato un interesse reciproco. Sono venuti all’incontro latinoamericano della Compagnia delle Opere presieduto da Giorgio Vittadini, e hanno intuito che lì c’era la risposta al loro dramma». Dramma? Quale dramma? «Si erano accorti che erano diventati molto bravi nel costruire case per la gente, ma che non riuscivano a costruire la cosa a cui tenevano di più: una comunità solidale, una vera amicizia fra le persone. Fra i vicini delle loro case, come dentro allo stesso gruppo dirigente di una quarantina di persone, c’erano tensioni e conflitti che non riuscivano a risolvere. L’incontro con noi li ha richiamati all’origine della loro storia: l’appartenenza alla Chiesa». «Ci hanno chiesto di fare una Scuola di comunità (momento di catechesi di Cl, ndr) con loro, le 40 persone che seguono i gruppi nei quartieri. Ci vediamo tutti i sabati in un orario incredibile – le 7 di mattina – e studiamo insieme Tracce di esperienza cristiana di don Giussani per un paio di ore. Alcuni di loro si fanno un’ora di autobus per esserci. Poi durante la settimana si vedono fra loro per riprendere i temi che abbiamo affrontato. Adesso Marcos Zerbini dice: ‘il nostro movimento è lo strumento perché la gente possa farsi la casa, ma il nostro obiettivo è che incontrino Cristo’. E la leadership è diventata un’altra. Cioè: sono sempre gli stessi – anzi le stesse, perché 30 di loro sono donne -, ma con un cuore diverso».

Scuole di comunità alle 7 del mattino
Oggi l’Associazione dei lavoratori senza tetto di San Paolo è diventata a tutti gli effetti un’opera di Cl, ovvero una delle realtà che aderiscono alla Compagnia delle Opere. Ogni due settimane il gruppo dei leader si incontra coi responsabili di Cl a San Paolo. Le donne lavorano in gran parte come domestiche, e per loro leggere e far proprio un testo scritto non è la più facile delle cose. Eppure ci tengono tantissimo. Alcune hanno pure creato un coro perché, ascoltando i canti introduttivi, si sono convinte che non si può far bene Scuola di comunità senza saper cantare più che bene. Si trovano il sabato sera fra le 23.30 e le 24.30. Avete mai visto tanta fede in Israele?

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