«IL PROBLEMA E’ DAVANTI A CHI CI SI PROSTRA»

L’inchinarsi è un atto di sottomissione acritica o può avere un valore positivo? Forse dipende davanti a chi ci si prostra. C’è una battuta, in altro contesto ma di argomento affine a quello delle genuflessioni e degli inchini, che Tempi ricorda al giornalista Antonio Socci titolare del copyright. Il conduttore di “Excalibur” a chi lo accusava di essersi reso protagonista di “interviste in ginocchio”, replicò che «Io mi metto in ginocchio solo davanti alla Madonna».
A Socci, infatti, l’inchino di Andreotti è piaciuto, perché «non c’è uomo più grande – dice a Tempi citando Dostoevskij – di colui che sa inginocchiarsi di fronte all’infinitamente grande, davanti alla Verità. Il cristianesimo è davvero scandalo e follia perché rappresenta il massimo della gloria con un uomo sulla croce, facendo però così capire che la grandezza umana non è nella presunzione del raggiungimento del potere, ma nell’adesione al disegno divino».

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