LA LETTERA DEL 1974

Di Tempi
31 Marzo 2005

7 maggio 1974. La lettera dei docenti della Cattolica al Corriere della Sera. Altro che momento che segnò la “rottura totale” tra Lazzati e Cl. Ecco qual era il problema dell’università di Largo Gemelli al tempo del referendum sul divorzio.

Abbiamo letto sul Corriere del 4 maggio il comunicato della segreteria provinciale milanese del Psi sulla sospensione del dibattito che il prof. Cotta doveva tenere sul referendum il 3 maggio nell’aula Gemelli dell’Università Cattolica. Eravamo presenti ed abbiamo constatato l’invasione dell’aula e dell’università da parte di elementi estranei all’università stessa tra cui numerosi gli studenti di scuole medie e della università statale con bandiere rosse, megafoni e altro.
Abbiamo letto il ciclostilato da essi distribuito a cura del “collettivo politico Uc” all’entrata, in cui si affermava a chiare lettere la decisione di impedire al prof. Cotta di parlare. Eccone alcuni stralci: «Perché in Cattolica non vogliamo né Sergio Cotta, né i suoi amici a cominciare dagli scagnozzi fascisti» (il prof. Cotta ha parteciato alla lotta partigiana). «Senza intolleranza la democrazia è solo una mistificazione». «Richiamiamo i democratici. ad una precisa intolleranza verso il comitato promotore del referendum, espressione della più reazionaria e antidemocratica destra democristiana e appoggiato dai più biechi pendagli da forca di ogni risma»; «In ogni caso prima di sproloquiare sugli antidemocratici russi mettiamo a tacere quelli italiani». Nella stessa Università Cattolica l’assemblea generale degli studenti aveva votato il 30 aprile una ferma condanna «del clima di intolleranza nelle scuole milanesi nei confronti di chi esprime la propria scelta a favore dell’abrogazione». Noi non sappiamo se la notizia relativa al Psi sia fondata: se la notizia è vera, essa ci pare di estrema gravità. Che il Psi accetti come normale, come “non motivazione”, questa palese violazione della libertà, questo ricorso a metodi degni del peggior teppismo fascista in una università libera (nella quale pochi giorni prima si era svolto indisturbato e con scarso seguito il dibattito a favore del “no” tenuto da Livio Labor invitato da un minuscolo «gruppo di studenti socialisti» e tempo addietro un altro pure a favore del “no” con Ambrogio Valsecchi), mostra quale sia per questo partito il rispetto della libertà di pensiero e di coscienza alla quale fa appello con tanto zelo nei suoi manifesti a favore del divorzio.
Un gruppo di professori ed assistenti dell’Università Cattolica di Milano: Cesare Alzati, Ada Annoni, Gustavo Bontadini, Caterina Conio, Raffaele De Cesare, Enrico Fasana, Enzo Noè Girardi, Guglielmo Guariglia, Alberto Maschi, Orsolina Montevecchi, Ugo Nicolini, Luigi Prosdocimi, Cesare Saibene, Emanuele Samek Lodovici, Marta Sordi, Piero Zerbi.

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