TERRI SCHIAVO: “MORTE NATURALE” SECONDO MASSIMO FINI
Finalmente chiarezza sul caso Terri Schiavo. Con un editoriale di Massimo Fini Libero del 1° aprile spiega che si è trattato non di eutanasia, ma di giusta rinuncia all’accanimento terapeutico. E perché? Perché il cibo e l’acqua «non arrivavano a Terri in modo normale ma attraverso una macchina e ciò che è stato tolto non è quindi il cibo ma il macchinario, ripristinando così la situazione naturale, la vita naturale, la morte naturale». «Ai vecchi tempi (cioè prima dell’invenzione della sonda naso-gastrica – ndr) Terri Schiavo avrebbe reso l’anima a Dio quindici anni fa». Ora dunque non resta che tornare ai vecchi tempi dell’alimentazione secondo natura, abolendo l’uso della sonda gaso-nastrica e consegnando così alcune centinaia di migliaia di malati alla morte che meritano; passeremo quindi all’abolizione delle flebo, anch’esse un mezzo assolutamente artificioso che falsa le regole del gioco dell’onesta battaglia fra vita e morte, e permette a milioni di esseri umani di scamparla. E perché dovremmo lasciare in circolazione tettarelle, biberon e latte artificiale? O allattamento al seno, o niente. Tutti quei milioni di bebè che la sfangano grazie ai ritrovati di scienziati, pediatri e dirigenti di multinazionali dal cuore troppo tenero devono imparare a cavarsela coi propri mezzi. E poi perché non la facciamo finita con le posate, questo odioso balzello borghese sulle gioie della gastronomia, e non torniamo a mangiare con le mani, come i nostri antenati? Che dite? Si rischiano infezioni batteriche? Embé, qualche altro milione di morti naturali in più che sarà mai?
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