UN GRUMO DI SPUTO

Di Orlando Angela
14 Aprile 2005

+Liceo scientifico Galileo Ferraris, uno dei più rinomati luoghi educativi pubblici di Torino, va in scena un dibattito sulla procreazione assistita. Invitati come esperti, Silvio Viale, medico e presidente dell’associazione radicale Adelaide Aglietta, un’esponente di un circolo femminista e un professore di religione. L’incontro si apre con l’intervento di Viale, il quale mostra al computer alcune immagini di embrioni appena formati. Secondo lui sono «grumi di cellule esattamente identiche a quelle di uno sputo». In seguito il discorso si amplia al tema dell’aborto. Il medico evidenzia come, dal suo punto di vista, sia contraddittorio il fatto che l’aborto sia lecito, mentre la manipolazione o la distruzione degli embrioni susciti tanto scandalo. La parola passa poi alla femminista: a suo dire, la legge 40 favorisce la distinzione tra donne “di serie A” (quelle che sono sposate regolarmente e hanno avuto figli in modo naturale) e quelle “di serie B” (che invece sono “single” o lesbiche, ma vorrebbero avere figli): definisce ingiusto che la società stabilisca quale sia veramente l’ambiente ideale in cui far crescere un figlio. Tocca poi al professore di religione: «Al di là di ogni convinzione ideologica o religiosa – dice – rifiuto che si parli dell’aborto citando soltanto statistiche e dati scientifici, perché per me l’aborto è un dramma. Non approvo che l’embrione sia considerato soltanto un ammasso di cellule, perché per me è già un essere umano. Non sono d’accordo nel negare quello che è un diritto naturale di ogni uomo (quello cioè di esistere) e nel farlo oltretutto con una legge».
Il bello viene con il dibattito. Uno studente legge la definizione di embrione che ha trovato da una fonte attendibile, in cui si parla di «inizio vero e proprio di essere umano». Ecco allora Viale che ribatte, dicendo che certamente si tratta già di vita, ma che sia una persona. beh, allora quella è una questione di opinioni. In seguito, a un intervento di una ragazza che dice: «Con che diritto lei può decidere di far nascere o no un bambino, qualunque sia il suo stato di salute?», il medico risponde dicendo che tutto dipende da che cosa si intende per “vita”. Ed ecco il suo pensiero: quella di «un handicappato su una sedia a rotelle cha si piscia addosso tutto il giorno» (testuali parole) non è vita, e ogni genitore «ha il diritto di decidere se il figlio debba nascere o no, perchè il figlio è appunto un diritto di ogni donna».
Angela Orlando

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