PENSIONE EUROPEA

Di Bracalini Paolo
21 Aprile 2005

Si dovrà fare qualcosa per il vecchio welfare perchè l’Europa invecchia molto più i fretta di lui. Se ha ragione Eurostat, nel 2050 gli europei in età lavorativa diminuiranno di 52 milioni nel 2050, ci sarà praticamente una anziano ogni due persone e ogni giovane occupato avrà un pensionato a carico. E a quel punto le trattenute nella busta paga saranno praticamente più del netto.
Qualcosa non va, par di capire, la riforma delle pensioni è di quelle che se non si fanno sul serio si va tutti giù per terra. Il quadro è questo: il numero di ultraottantenni nel 2050 triplicherà nei venticinque paesi Ue, quello delle persone in età da lavoro dovrebbe invece passare dal 67,2 per cento nel 2004 al 56,7 per cento. In Italia la percentuale sarà ancora più bassa della media arrivando al 53,2 per cento. Se nel 2004 si calcola un inattivo (giovane o anziano) ogni due persone in età lavorativa, nel 2050 ci saranno quattro persone in età da lavoro ogni tre inattivi. Per questo la Commissione europea comincia a preoccuparsi delle pensioni. In un recente studio gli esperti di Bruxelles prevedono che, in media, nell’Ue a 15 l’aumento per le spese pensionistiche in percentuale del Pil sarà tra il 3 e il 5 per cento, e si parla di cifre impressionanti. Vecchio continente, e pure sul lastrico.

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