IL RIFORMISTA DI POLITO COME IL LECCE DI ZEMAN
Va bene andare all’attacco, ma senza equilibrio fra i reparti si fa la fine del Lecce di Zeman. è quel che ci sentiamo di dire all’editorialista del Riformista, che il 25 aprile u.s. è partito all’assalto liberale della Chiesa di Ratzinger inveendo contro l’eccesso di difensivismo dei vari Fassino. E sostenendo per esempio che «il pensiero laico liberale è mondo dal complesso di colpa di chi ha edificato utopie salvifiche» e «non ha dovuto aspettare il Duemila per chiedere scusa agli ebrei o a Galileo». Poco laica, questa professione di purezza. Non sarebbe male chiedere scusa ai milioni di africani e di asiatici che dal connubio liberalismo-imperialismo a cavallo fra Ottocento e Novecento qualcosa (spesso la pelle) ci hanno rimesso. Mentre non c’è dubbio che feti abortiti ed embrioni scartati perché non eugeneticamente corretti non verranno mai a pretendere scuse. Alla fine, per bacchettare Ratzinger Il Riformista non trova di meglio che equiparare cristianesimo, induismo e buddhismo come forme di “ricerca del trascendente” ugualmente “rispettabili”. Cioè la religione che secondo Max Weber sta alla radice del progresso occidentale con quella delle caste e dell’eterna ripetizione della storia e quella della reincarnazione e della legge del karma, che nega la dimensione socio-politica. Un bell’autogol, non c’è che dire.
Rodolfo Casadei
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