“QUELL’UMANITA'” CHE AFFASCINA IL LAICO PERA
Chi è Joseph Ratzinger?
Quello che soprattutto colpisce, privatamente, in Benedetto XVI, è un tratto di gentilezza e anche di dolcezza nonostante l’apparenza di un uomo molto serio, molto rigoroso; in realtà ha una cifra umana notevole.
Wojtyla è stato il Papa del dialogo interreligioso, è andato al Muro del Pianto. Cosa possiamo attenderci dal pontificato di Benedetto XVI?
Io credo che ci dobbiamo aspettare la continuità con la predicazione di Giovanni Paolo II, che non era solo quella del dialogo interreligioso ma anche quella del cristianesimo come verità, o come unica verità, e ci dobbiamo anche aspettare il consolidamento, l’impegno da parte di Benedetto XVI di predicare quella rinascita spirituale e anche cristiana che Giovanni Paolo II aveva sollevato. Questa, credo, sarà la sua cifra maggiore.
Qual è la cifra essenziale, la cifra culturale di Joseph Ratzinger?
La fermezza della dottrina: non credo che questa possa, neppure nel nome del dialogo interreligioso, venire a degli accomodamenti con la modernità, con la laicità, con l’Occidente secolarizzato che sarà invece uno dei suoi bersagli critici.
C’è un punto di contatto possibile tra il punto di vista di un uomo di Stato laico, come lei, ed un principe religioso come Ratzinger?
C’è una battaglia che si è combattuta politicamente in Europa in questi ultimi tempi e cioè il richiamo, che già Giovanni Paolo II fece in modo molto accentuato, alla identità delle radici cristiane dell’Europa. Io credo che Benedetto XVI continuerà su questo e questo è un elemento di contatto anche con gli uomini politici, i capi di Stato e di governo, che vogliono comprendere cos’è e da dove viene l’Europa perché così facendo l’Europa potrà crescere.
Il continuo richiamo alla lotta contro il relativismo etico ed il richiamo delle radici cristiane come identità dell’Europa cosa significano in prospettiva?
Quest’impegno significa quello che lui ha detto più volte: non c’è libertà senza verità e l’idea che si possa, affermando ciascuno una propria verità e quindi la relatività di tutti i princìpi, di tutti i credi, di tutti i valori, di tutte le religioni, è un’idea, come lui ha ribadito spesso, che non porta alla libertà ma all’anarchia. Questo, io credo, è un punto fondamentale della sua dottrina.
A tutti quelli che lo considerano come un Papa conservatore, di retroguardia, che cosa si sente di dire?
Credo che ci sia un notevole pregiudizio. Se uno legge con attenzione, se uno legge le cose che lui ha scritto (senza schermi ideologici), anche di recente, lo scorso anno, sulle donne, si accorgerà che lui coglie l’aspetto umano ed anche mondano dell’umanità e sicuramente non è un Papa chiuso.
Intervista a Marcello Pera di “Speciale Tg La7” del 19.04.05
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