JUNCKER SI PICCA E BROWN RIPICCA

Di Bottarelli Mauro
19 Maggio 2005

Mentre il Vecchio continente si arrovella sull’esito del prossimo referendum francese sulla Costituzione, ritenendo ancora possibile un salvataggio del sogno europeista in caso di vittoria dei sì, all’Ecofin è emersa la vera faccia della disunione.
Chiamati a confrontarsi per la stesura e l’approvazione del budget europeo per il periodo che va dal 2007 al 2013, i ministri delle Finanze non hanno trovato di meglio che accapigliarsi sulle vecchie, ritrite dispute di fondo. Messo sotto accusa dal premier lussemburghese e presidente del meeting Jean-Claude Juncker per conto di Francia, Spagna e Germania sulla questione del rebate (il rimborso concesso alla Gran Bretagna come compenso al saldo netto tra il dare e l’avere al bilancio comunitario), il Cancelliere dello Scacchiere britannico, Gordon Brown, ha detto chiaro e tondo che una discussione al riguardo avverrà soltanto «contestualmente a enormi tagli ai sussidi comunitari in fatto di agricoltura e spesa regionale».
Ovvero, le due voci che vedono Parigi e Madrid in cima alla lista dei beneficiari e che dall’avvento dell’Europa a 25 fanno infuriare i nuovi membri, Polonia in testa.
Sardonico Juncker al termine della riunione dell’Ecofin: «Siamo tutti d’accordo sul fatto che non c’è accordo».
E la chiamano Unione.

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