IN MILLE A PESARO CON FRATELLO GIULIANO E SORELLA MARINA

Di Tempi
26 Maggio 2005

Pesaro. Sabato 21 maggio, seconda tappa del tour Foglio-Tempi per raccontare di “Fratello embrione, sorella verità”. Nonostante la splendida giornata che avrebbe consigliato tuffi al mare e passeggiate sulla battigia, oltre mille persone hanno affollato la sala congressi dell’hotel Flaminio, per ascoltare Giuliano Ferrara e Marina Corradi. Il direttore del Foglio ha ribadito l’intervento svolto davanti ai cinquemila del Palalido a Milano, mentre l’editorialista di Avvenire ha offerto un resoconto di un suo recente viaggio in Gran Bretagna, paese che è stato il pioniere della provetta (la prima nascita risale al 1978) e della legislazione sulla procreazione assistita (lo Human Fertilisation and Embryology Act risale al 1990), che non ha aderito al Protocollo del Consiglio d’Europa contro la clonazione e che nel 2002 ha ottenuto dalla Camera dei Lord il via libera alla clonazione terapeutica.
«Ho visto cosa succede dopo quindici anni di una legge che tutela il “diritto al figlio”. In Gran Bretagna c’è una autorità etica, la Human fertilisation embryology autorithy, che decide ciò che è lecito. Per la Hfea però è lecito quasi tutto: uteri in affitto, figli programmati geneticamente per curare i fratelli, selezione degli embrioni che potrebbero sviluppare il cancro al colon. Bene, ho capito che c’è qualcosa di peggio dell’anarchia: un sistema di norme contro l’uomo e però codificate, per cui i cittadini cominciano a pensare che tutto “è normale”, che tutto “è un diritto”». Uso degli altri e fede cieca nel progresso. Il furore biofaustiano nasconde l’avanzata di un nuovo colonialismo, che in questo caso avrebbe per oggetto il corpo delle donne? è quanto ha lasciato intravedere la Corradi. «Anche gli ovociti femminili sono diventati rari e preziosi, e l’attesa per un’ovodonazione supera ormai i due anni. Succede allora che vengano offerti cicli di fecondazione con ovociti rumeni, cretesi e ucraini. Il direttore della clinica The Bridge, professor Gedis Grudzinskas, d’altra parte mi ha spiegato come l’Est potrebbe diventare il bacino di rifornimento di ovociti».

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