MURO DI BERLINO, VERGOGNA USA
Un libro di testo la cui adozione nelle scuole milanesi l’assessore Barzaghi (esponente di Rc) caldeggerà sicuramente è Stato giuridico. Stato economico di Luciano Gallino e Maria Ivana Vitrotto, Lattes editore. In esso le vicende relative al Muro di Berlino sono illustrate nel modo seguente: «I paesi vincitori si spartirono il territorio tedesco in quattro settori e la città di Berlino avrebbe dovuto essere posta sotto il controllo sovietico, in quanto collocata nella parte orientale della Germania. Tuttavia, a causa del ruolo fortemente simbolico rivestito dalla capitale, le potenze occidentali nel 1961 riuscirono ad attuare il proposito di separare materialmente la città in due zone con la costruzione di un muro che segnasse il confine tra il sistema capitalistico dell’Ovest e l’economia socialista dell’Est. Soltanto il 9 novembre 1989, il presidente della Germania orientale Krenz, d’intesa con il presidente russo Gorbaciov, annunciò la demolizione del Muro e la riunificazione della due Germanie». Sì, avete letto bene: secondo un libro di testo adottato in molte scuole italiane il Muro di Berlino l’hanno costruito i paesi occidentali e l’hanno abbattuto quelli comunisti.
Un altro libro di testo molto diffuso, Studente e cittadino di Maria Rita Cattani, Paravia editore, descrive così alcuni partiti italiani: «Forza Italia: questo partito è sorto nel 1994 su iniziativa di Silvio Berlusconi, proprietario delle principali reti televisive italiane. Democratici di sinistra: questa formazione privilegia innanzitutto gli interessi dei lavoratori e si ispira agli ideali dell’uguaglianza e del rispetto verso le categorie meno abbienti». Da quattro anni a questa parte leggiamo su libri e giornali e sentiamo dire in tivù che il governo Berlusconi ha creato un regime in Italia. Strano regime, che perde la maggior parte delle elezioni e rischia di finire all’opposizione non per moti di piazza ma per le vie costituzionali. Nel frattempo, pare che qualcunaltro il regime lo stia preparando per davvero.
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