PER FAVORE, SILENZIO SUGLI ORTAGGI
Esasperazione del politicismo e della dialettica del potere. Solo così è possibile leggere la diatriba tra Rutelli e i prodiani. La pantomima della cicoria, mangiata dall’uno e lanciata dagli altri, è la fedele rappresentazione di un solipsismo degenerato e degenere che sta divorando la polis. La discussione intrapresa è avulsa dal paese reale, è la proiezione surreale di una partita a scacchi giocata all’interno dell’establishment per i giornali e sui giornali. è inutile lamentarsi per l’allontanamento dei cittadini dalla vita pubblica, è inutile dolersi per l’apatia che gravita attorno alla politica. C’è da chiedersi se questa gente si renda conto che esistono concretamente cittadini che, dopo il 20 di ogni mese, mangiano pane e cicoria. Questi cittadini hanno già manifestato il loro giudizio con l’auto-allontanamento. La deprimente visione degli ulivisti che lanciano verdura all’indirizzo dei rutelliani è l’espressione della solita mummificata teorizzazione dell’unità come valore in sé. Stupisce che nessuna voce si alzi, sorprende che editorialisti e politici di spessore non abbiano il coraggio di allontanarsi da questa messinscena. Rimedi? Certo, portare il “che fare” ancora una volta al centro del dibattito di questo paese. Nel frattempo sarebbe auspicabile una sorta di obiezione di coscienza da parte dei mezzi di comunicazione. Non più telecamere ad ogni alito di vento, microfoni spenti per polemiche oniriche, taccuini in tasca per giornalisti d’assalto. Qualcuno forse griderà alla censura mediatica, ma bisognerà pur trovare un modo per spiegare a questi signori che la politica è ben altra cosa, che la vita degli uomini è qualcosa di incommensurabilmente più importante e più serio, di una bega tra politicanti.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!