OLD BOY

Di Simone Fortunato
02 Giugno 2005
Un uomo è rapito e rinchiuso in una stanza per quindici anni senza apparente motivo.

Edipo in Corea. Da uno dei registi orientali più noti, una storia di sangue e vendetta che sembra il remake moderno della tragedia sofoclea. Un uomo è rapito e rinchiuso in una stanza per quindici anni. Un televisore sempre acceso come contatto unico con il mondo esterno, nessuna possibilità di fuga. Anche il suicidio è impedito grazie a un gas soporifero. Quindici anni a chiedersi il perché. E poi la libertà improvvisa, concessa dall’aguzzino, ma solo per poter far luce sulla propria colpa. Girato in uno stile coinvolgente, “Old Boy” è l’esatto opposto della tragedia classica. Là nulla dei fatti di sangue veniva mostrato, qui tutto. Ma il tema è lo stesso, le ragioni del male.
di P. Chan-Wook, con C. Min-Sik, Y. Ji-Tae

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