L’ACCETTA E’ ANCORA IN ARIA
La vita non si mette ai voti. E quindi il 12 giugno andiamo al mare. Ma lo scontro non finirà così facilmente. Allora meglio prendere sul serio l’avvertimento di Chesterton che il direttore di Avvenire, Dino Boffo, riporta all’inizio della prefazione: «La cosa più saggia al mondo è gridare prima di essere stati feriti. Non ha senso gridare dopo. Non è una risposta dire, con distaccato ottimismo, che il pericolo è solo nell’aria: il colpo di un’accetta si può parare solo intanto che è ancora in aria». Per attrezzarsi alla battaglia niente di meglio del libro di Francesco Agnoli. Che, nella miglior tradizione cattolica, si attiene a un’unica regola: fatti, fatti, fatti. Sono fatti le basse percentuali di successo della fecondazione artificiale, le alte percentuali di rischio per madri e figli, gli altissimi profitti dei centri sedicenti specializzati i cui affari sono minacciati dalla legge 40.
Un fatto i drammi generati da ripensamenti dei donatori, uteri in affitto e dintorni. Un fatto i voltafaccia (documentati) di tanti che ieri non nascondevano dubbi e preoccupazioni e oggi sono paladini ideologici del “sì”. Un fatto (documentato, anche questo) la tentazione luciferina («sarete come Dio») che, in fondo, muove tutta la questione.
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