QUEL FOTOGRAMMA DI VITA UMANA CHE RENDE BELLA FIRENZE
Firenze. Uno schermo collegato ad un computer inquadra embrioni e dati; davanti, in piedi, sul palco rosso del teatro Saschall gremito di persone, il professor Bruno Dallapiccola, presidente del Comitato Scienza&Vita, uno dei più grandi genetisti del mondo, elenca e scoperchia, ad una ad una, le superstizioni scientifiche e le mistificazioni che il fronte dei 4 sì al referendum sulla legge 40 sta portando avanti. Il catalogo è questo. Primo. «La diagnosi preimpianto (tanto criticato dai referendari) non è la tecnica ideale per il controllo delle malattie genetiche». Lo scandisce forte il professore ed elenca dati concreti e pubblicazioni scientifiche, mentre Giuliano Ferrara e Luigi Amicone lo ascoltano. Il tour per l’Italia della ragione contro l’alchimia, della scienza contro la superstizione, che hanno promosso Il Foglio e Tempi passa soprattutto da qui: dalla scienza consapevole dei propri limiti che vuole curare l’uomo, non costruirlo ed ucciderlo in laboratorio. La scienza che non promette elisir di eterna vita e giovinezza ma accetta l’umanità nelle sue differenze e imperfezioni. L’elenco di Dallapiccola prosegue. Secondo: «Un documento scientifico statunitense, Benefits of steam cells to human patients, ha reso note le cure delle malattie rese possibili dalla ricerca sulle cellule staminali adulte e quelle dalla ricerca sulle staminali embrionali. Le adulte curano oltre quaranta tipi diversi di patologie, le embrionali nessuna. Zero, none». Terzo: gli embrioni congelati e scongelati per la ricerca. «Gli embrioni congelati e poi scongelati – apostrofa il presidente di Scienza&Vita – non sono più idonei alla ricerca». Quarto: l’imbroglio dell’ootide, del pre-embrione e dell’inizio della vita per convenzione. «L’ootide linguistico ideato da Carlo Flamigni è una cellula uovo con due pronuclei, cioè un embrione. Lo stesso documento Warnock, senza nessun dubbio, stabiliva che la vita inizia nel momento del concepimento, salvo poi decidere a tavolino di farla iniziare al quattordicesimo giorno per far sbizzarrire la ricerca». Il maxi-video sul palco mostro ora soltanto l’immagine ingrandita di un embrione. è qualcuno. Un fotogramma della vita umana.
Massimiliano Lenzi
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