LUSSEMBURGO AL VOTO. POI IN VACANZA (A WATERLOO)
Un periodaccio per il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, presidente di turno nel semestre più buio dell’Ue, a far da pacere in mezzo al casino dell’euro budget, con francesi, tedeschi e inglesi ai ferri corti, e in più, a mettergli i bastoni tra le ruote, anche i suoi lussemburghesi che giorno dopo giorno migrano da “sì” al “no” alla Costituzione europea. A un mese dal referendum, nel granducato il no ha guadagnato altri 4 punti, superando il 45 per cento. Dice una signora ai microfoni di una tv: «Penso che si debba rivedere il testo. Se a scuola non hai lavorato bene, il professore ti rende il compito e tu lo rifai. Ecco, bisogna riconsegnare il testo ai politici e dire loro di riformularlo». Ineccepibile. Così Juncker ha annunciato che darà le dimissioni dall’incarico di capo del governo in caso di vittoria del no. Poi la battaglia sul bilancio europeo. Schroeder e Chirac vogliono eliminare il cosidetto sconto britannico, un rimborso di oltre 4 miliardi di euro, che la Gran Bretagna riceve al posto dei sussidi agricoli. Ma Blair non ne vuole sentir parlare. E ormai Juncker conta i giorni fino al primo luglio, quando alla presidenza Ue passeranno gli inglesi e lui potrà andare tranquillamente in vacanza a Waterloo.
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