STAPPA UN PRODINO
Si chiama l’Unione, potrebbe essere una Fed e, chissamai, ritornare a recitare la parte del vecchio Ulivo. Ricominceranno a girare in pullmann, andranno alle primarie su un aereo taxi, faranno il trenino prodino e dopo il pane e cicoria magari si inventeranno pure gli autoconvocati alle verze e crauti.
Poco importa quale sarà la trovata della comica finale. Importa segnalare che la chiacchiera sul “contenitore” ha sfinito anche i migliori abbonati alle veline del politichese. Com’è che non capiscono che la commedia ha stufato? Chiaro che all’opposizione la novità è una sola. Si chiama Francesco Rutelli e ha avuto un suo obbiettivo riscontro nell’uscita del leader della Margherita contro i referendum sostenuti dalla sua parte politica. Rutelli non ha accettato la parte dell’utile idiota, ha voluto informarsi, ha studiato la materia, ha spiegato molto persuasivamente le ragioni di merito per cui non poteva non dirsi astensionista. Naturalmente tutto questo – e altro ancora, è così difficile prevedere le difficoltà di una coalizione che presuppone la possibilità di portare al governo Bertinotti come ministro del lavoro e Letta come ministro dell’Economia, Ciriaco De Mita alla sottosegreteria degli Interni e Diliberto a quella degli esteri? – ha richiamato l’idea che, dopo tutto, se si vuole governare un paese bisognerebbe anche avere un programma chiaro, trasparente e presentabile per tempo e senza furbizie agli elettori.
No, di contenuti propositivi non ne vogliono sentir parlare. E allora, se non vogliono ascoltare i loro avversari, c’è la solita voce amica che grida nel deserto, il loro Gianpaolo Pansa che ancora una volta li avverte. «L’Italia è cambiata. Lo sanno i politici di centro-sinistra? Fassino e gli altri capi dell’Unione dovrebbero viaggiare di più in treno. Fare la fila alle poste. Provare il tritacarne della piccola burocrazia. Tentare da soli di cambiare l’intestazione delle bollette». Insomma un buon bagno di umiltà, cioè di realtà. Il che, francamente, fa un po’ a pugni con l’immagine di un leader dell’Unione che ha un curriculum di burocrate perfetto.
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