SE REP. E CORRIERE NON VENDONO
Repubblica e Corriere della Sera perdono copie. E se è vero quel che ci ha confidato un uccellino di via Solferino, dei due il più malmesso sarebbe il secondo (con Paolo Mieli doppiamente imbufalito, vuoi perché il condirettore avrebbe aperto una busta intestata a lui, il Direttore; vuoi soprattutto perché dentro quella busta ci sarebbe stata la ferale comunicazione dell’amministratore delegato Rcs secondo cui il quotidiano, nell’ultima settimana di maggio, avrebbe raggiunto le tirature più basse dell’ultimo decennio, 420-450mila copie).
C’è chi pensa che ci sia da rallegrarsi dei risultati perché questi sono precisamente i giornali della stanca élite che ci governa e che non sa farsi capire dal popolo, che ha mantenuto la nota posizione abrogazionista sulla legge 40 e che un giorno sì, l’altro pure ci fa lezioni di spicciola moralità con le sue penne attempate. E invece non va bene. Quando si smette di leggere e di interessarsi del mondo comune significa che qualcosa si è guastato nel rapporto pubblico. Ci sarà da rifletterci sopra ma intanto non è sbagliato già segnalarlo.
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