FAMIGLIA LIBERA

Di Mormando Federica
23 Giugno 2005
COSA PUÒ SOSTENERE IL MATRIMONIO E LA FAMIGLIA TRADIZIONALE ALL'EPOCA DELLA SFIDA LIBERTINA? LA RICERCA DEL SIGNIFICATO E LA COMUNICAZIONE DI SÉ. PAROLA DI PSICOTERAPEUTA

è necessaria una riflessione in tutti gli ambiti sociali sulla nuova famiglia. Chiusa almeno formalmente la secolare necessità del matrimonio, indispensabile a dignità e prestigio sociale alle donne, inaugurato da poco l’amore come impulso e collante per la relazione coniugale, affermate almeno in teoria le pari opportunità uomo-donna, su matrimonio e famiglia si sono accatastate tutte le incertezze riguardanti i suoi capisaldi. Dei quali son rimasti in piedi la coabitazione e l’intenzione di aver figli.
Per la coppia eterosessuale è importante che si creino modelli nuovi, che non possono nascere se non da esperienze nuove, orientate verso obiettivi molto diversi rispetto anche solo a quelli di cinquant’anni fa. La parità uomo-donna e l’individualismo sono i fattori da tenere più presenti. La vecchia coppia si fondava in gran parte sull’adeguarsi femminile a gusti ed esigenze maschili. Il possesso, residuo di millenni di assoluto potere maschile, era il collante ammesso da tutti. Esso comprendeva il controllo sul bene posseduto. Che non venisse rubato. Che non scappasse. Era normale che la donna dovesse rendere conto di azioni e perfino pensieri. L’uomo sfuggiva un po’ a questa regola, ma la donna ne controllava segretamente azioni e pieghe del volto alla ricerca di eventuali tradimenti, sopportati purchè transitori.

I PUNTI DI NON RITORNO
Ora, la confusa ma intensa nozione di diritto alla libertà e al rispetto rende il controllo insopportabile. Si intuisce che amore è libertà, non si sa però come integrare concretamente i due princìpi. Il fatto è che al controllo bisogna sostituire la comunicazione profonda, reale ed empatica, che non dà dubbi. La comunicazione intatta anche a distanza, che è l’espressione intima e inattaccabile dell’amore. Educarsi a questo è fondamentale, è questa la fiamma da tenere accesa, che scioglie e previene gli equivoci, che fa crescere i rapporti anche nelle trasformazioni. Che è insostituibile, perché ha in sé una vera storia, e permette la durata dell’unione.
è importante stimolare le giovani coppie alla riflessione su punti fondamentali: perché la coppia nuova è in costruzione. Sono i giovani che ne metteranno a punto i modelli! Per scegliersi, bisogna che ognuno capisca i propri bisogni fondamentali, quelli che Alberoni chiama «punti di non ritorno» e che li comunichi all’altro. Serve una conoscenza di sé per scegliere l’altro. Serve anche una coscienza dei conflitti fra l’educazione ricevuta attraverso i secoli e le esigenze reali. Rendersi conto del significato delle piccole cose. Ad esempio, mentre per un uomo non è un problema uscire la domenica (vedi partita di calcio) lasciando la moglie a casa, per una donna l’equivalente è quasi sempre difficile. Questo è residuo dei vicini tempi in cui la donna doveva stare a casa, pena l’abbandono, e l’uomo no. Per gli uomini è normale fare un’avance alla moglie che sta, per esempio, cucinando. Per millenni gli han detto che la donna è suo possesso! La signora si potrebbe però sentire offesa e non lusingata da un gesto che non ne rispetti lo stato d’animo. Rendersi conto dell’origine di modi di fare diversi fra lui e lei facilita la comunicazione e il vivere.
La comunità – sia Stato o Chiesa – ha il dovere di facilitare la vita delle famiglie. Molte coppie vorrebbero più figli, se fosse meno difficile e contrastante con l’armonia della coppia la conduzione del quotidiano. I servizi sociali, nidi, scuole d’infanzia, assistenza per la malattia – devono adeguarsi in qualità, quantità, orari e ubicazione alle reali necessità delle famiglie. Ampliare i permessi per le madri serve a non farle assumere e a rendere loro pesantissima la vita. La condivisione col marito va incentivata, anche a livello di mentalità comune. La società deve diventare amica della famiglia, che è, oggi, molto sola.

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