IL VERO ATTORE DELL’INCULTURAZIONE
Sabato 25 giugno alle 15.30, nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, ordinerà otto sacerdoti e nove diaconi della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. Queste ordinazioni sacerdotali e diaconali saranno le più numerose della storia della Fraternità, che festeggia quest’anno il ventennale (1985-2005). Come ci raccontano le loro testimonianze, le vite di questi sacerdoti erano state molto diverse tra loro, fino all’incontro con Comunione e Liberazione e la chiarezza della loro vocazione. Chi dai più lontani paesi del mondo, chi da Buccinasco, questi giovani hanno sempre avuto amore per la vita e la fede, sfociato in sacerdozio, dopo l’incontro con la Fraternità San Carlo.
In questo stesso periodo, esce nelle librerie il nuovo scritto di Massimo Camisasca, Passione per l’uomo. I passi della missione cristiana (San Paolo, 2005, pp.120, euro 8). Per l’autore il tema centrale è «l’esperienza della missione o, per dirla con una parola molto in voga, dell’inculturazione». Nei secoli passati la modalità per annunciare il messaggio di Cristo ha portato più di una contraddizione, prima vista come riproposizione dei costumi occidentali, o addirittura all’opposto sostenendo i valori della cultura dominante. Camisasca sostiene, invece, che un’inculturazione realmente cristiana è possibile soltanto laddove si vive in comunione attiva con tutta la Chiesa e con il Papa. «È lo Spirito di Cristo il vero attore dell’inculturazione. Già, all’inizio della Chiesa, nel giorno di Pentecoste, gli apostoli riuscirono a farsi comprendere da tutti. Erano ascoltati da ciascuno secondo la propria lingua. In quell’evento sta il metodo dell’inculturazione, che non esime da tentativi ed errori ma che indica la strada maestra verso forme durature e feconde».
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