Né teo né neo, ma solo con Ratzinger
Roma. Ai trappisti del laicismo italiano la sfida lanciata dal professor Ratzinger non garba. Il filosofo Giulio Giorello, che dell’anticlericalismo spicciolo sta facendo gruzzolo, ha appena mandato alle stampe il pamphlet Di nessuna chiesa. La libertà del laico (Cortina) e al Corriere della Sera (“Per il filosofo laico anche Dio è relativista”, 24 giugno) ha spiegato che: «Se uno uccide o fa violenza è sempre in nome di un credo, di un fanatismo». E spaziando fra il temporale e l’atemporale ha aggiunto che «per me l’embrione è un aggregato di cellule e la vita inzia con la nascita» e che «il senso della vita è un insieme di congetture ed esperienze, una verità velata, non rivelata».
All’ascetismo senza Dio di questi campioni dello scientismo (roba – questa sì- da “atei devoti”) s’è contrapposta Oriana Fallaci che al Wall Street Journal (“Profeta del declino”, 23 giugno) ha confidato di sentirsi «meno sola solo quando leggo i libri di Ratzinger». Allo sgomento di chi non riesce proprio a capire come si possa conciliare la ragione con la fede, la libertà con l’obbedienza, la comunanza di vedute con i “bigotti” del Vaticano rimanendo non credenti, la stessa scrittrice ha spiegato: «Io sono atea, e se un’atea e un Papa pensano la stessa cosa ci deve essere qualcosa di vero. è semplicissimo! Qui ci deve essere qualche verità umana che va al di là della religione».
COME SE DIO CI FOSSE
Se per “religione” si intende la noiosa precettistica da buona condotta cui ci hanno abituato certe omelie di cattolici adulti, è indubbio che la Fallaci abbia colto nel segno. Quali siano queste «verità umane che vanno al di là» – e che una certa stanca pubblicistica vorrebbe spacciare per progetti politici teoconservatori – hanno cercato di spiegarle il presidente della Cei, Camillo Ruini, e il presidente del Senato, Marcello Pera, alla presentazione del libro di papa Ratzinger L’Europa di Benedetto (Cantagalli) tenutasi a Roma mercoledì 22 giugno.
Scrive Benedetto XVI: «Nell’epoca dell’illuminismo si è tentato di intendere e definire le norme morali essenziali dicendo che esse sarebbero valide etsi deus non daretur, anche nel caso che Dio non esistesse». Ma questo tentativo «è oggi fallito. (…) Dovremmo allora capovolgere l’assioma degli illuministi e dire: anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si deus daretur, come se Dio ci fosse».
L’invito ai laici, che ha trovato l’entusiasta adesione del senatore Pera – il quale firma l’introduzione del volume – non si riduce nelle parole di Ratzinger ad una nuova precettistica etica, ma insiste sulla necessità di porsi con vigore il problema di Dio («La questione di Dio è ineludibile, non sopporta astensioni», scrive il Papa) per comprendere cosa sia la ragione umana, la sua libertà, la realtà tutta. Per questo è necessaria «un’apertura del cuore» verso gli altri perché «Dio non si apre ad un io isolato. Egli esclude il trinceramento individualista: la relazione con Dio è legata ai fratelli e alle sorelle».
Così, se la Fallaci ha spiegato di sentirsi «meno sola quando legge Ratzinger» non ha solo tratteggiato una propria reazione psicologica, ma ha centrato uno degli aspetti più sottolineati dal pontefice: «La fede – scrive Ratzinger – è un modo di “essere con”, di rompere quell’isolamento del mio io, che è anche la sua malattia. L’atto di fede è apertura sull’orizzonte lontano, rottura della barriera della mia soggettività, quello che Paolo scrive dicendo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20)».
Non è solo agli amici del “dissenso laico” – come li ha denominati con felice sintesi Giuliano Ferrara – che la sfida di papa Benedetto XVI è rivolta: «Naturalmente questa nuova nascita (l’io-comunione con Gesù Cristo, ndr) non si compie in un istante, ma dura tutto il cammino della mia vita. (…) Non posso costruire la mia fede personale in un dialogo privato con Gesù. La fede o vive in questo “noi” oppure non vive affatto». La provocazione è rivolta a tutti. Chi risponde sarà meno solo.
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